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Sindrome di Asperger, anche a Genova il tour di John Elder Robinson

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Genova. L’8 novembre a Genova si tetrrà la tappa ligure del tour nazionale dell’autore di best seller John Elder Robinson, che condividerà con il pubblico la sua esperienza con la sindrome di Asperger, condizione appartenente allo spettro autistico.

Il seminario si terrà dalle 15 alle 18.30 al Dipartimento di Scienze della Formazione, Università di Genova, Corso Andrea Podestà 2, Aula 2. Promotori locali: Universita’ di Genova DISFOR, Gruppo Asperger, Gruppo Asperger Liguria.
Con prenotazione obbligatoria a questo Link http://doodle.com/bnfphb5ag3s8x3wc.

John racconta la sua vita prima e dopo la sua diagnosi di sindrome di Asperger e da suggerimenti pratici su come migliorare le ridotte abilità comunicative e sociali che impediscono a molte persone di trarre pieno vantaggio dalle proprie, spesso notevoli, doti. John ha iniziato a scrivere perchè voleva aiutare le persone con Condizione dello Spettro Autistico (CSA). Negli ultimi cinque anni si è impegnato in difesa dei diritti delle persone con CSA ed a sostegno della ricerca e degli interventi nel campo delle CSA.

I disturbi dello spettro autistico, tra cui la sindrome di Asperger, sono di natura neurobiologica, caratterizzati da severe compromissioni nelle aree della comunicazione verbale e non verbale e dell’interazione sociale. Secondo stime internazionali (Kim et al. 2011; Centers for Disease Control and Prevention, 2012) almeno 1 persona su 100 rientra nello spettro autistico, con forme e gravità diverse.

In Italia le persone nello spettro autistico sono ben 550.000 (molte di più della celiachia, della Sindrome di Down, della cecità e della sordità). Per l’impreparazione dei servizi si osserva un crollo numerico delle diagnosi dopo i 18 anni, mentre l’Autismo è una condizione che dura tutta la vita.

Secondo la ricerca della Fondazione Cesare Serono e del Censis, presentata l’8 febbraio 2012, in Italia la metà delle madri di persone con autismo ha dovuto lasciare il lavoro o ridurlo, per ottenere la diagnosi occorrono da 1 a 3 anni e oltre, il 30% degli adolescenti e adulti non riceve nessun intervento, nel 20% dei casi le famiglie inseguono ipotesi di trattamento inutili, dannose e spesso molto costose. L’assistenza rimane nella grande maggioranza dei casi un onere esclusivo della famiglia, con un impatto rilevante non solo sulla qualità della vita, ma anche sui progetti e le scelte a lungo termine. Il rischio è la perdita di autonomie e abilità faticosamente raggiunte, associato all’abuso di farmaci.

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