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Cronaca

Silos nel bosco Fassicomo, gli abitanti temono per le loro abitazioni: “Fermare il progetto, serve perizia idrogeologica”

Genova. Arriva per la terza volta in Consiglio comunale la questione del costruendo silos nel bosco di Fassicomo, in via marina di Robilant nel quartiere di San Fruttoso. Un silos il cui progetto è stato approvato due giorni prima del nuovo Puc (approvato il 7 dicembre 2011, a poco più di un mese dall’alluvione), le cui regole ne impedirebbero oggi la realizzazione: “Il progetto è stato approvato due giorni prima del Puc – conferma il consigliere della Fds Antonio Bruno – e quindi è divenuto possibile fare questo parcheggio, che il Puc oggi non permetterebbe più sia per la pendenza sia perché si tratta di un’area verde. Ci sono grossi problemi idrogeologici, a febbraio avevamo chiesto che venisse coinvolta l’Università ma fino a oggi non è stato fatto”.

“Siamo molto preoccupati – aggiunge Bruno – del fatto che si vada avanti in maniera molto burocratica non affrontando i problemi”.

“E’ il terzo articolo 54 che presentiamo sul tema – spiega il consigliere del Pdl Stefano Baleari – due sono stati presentati nello scorso ciclo amministrativo e questa volta devo dire che posso essere soddisfatto dalla risposta dell’assessore Oddone.Il 15 novembre è stata fissata una commissione e speriamo sia l’occasione per chiarire molti punti oscuri”.

“C’è qualcosa che non quadra in tutta questa storia – dice Baleari – Anche il fatto che adesso manchino alcuni documenti richiesti è abbastanza strano, soprattutto perché si sono delle indicazioni che sono state date dall’ex assessore Farello e sono state disattese dall’azienda costruttrice. Dal momento che il 5 dicembre scade l’autorizzazione a costruire non si capisce come mai non le abbiamo prodotte. Poi l municipio, che deve dare un parere anche se non vincolante, ha chiesto di fare un’assemblea pubblica e non è mai stata fatta”.

In aula oggi era presente anche un nutrito gruppo di abitanti dei condomini coinvolti da vicino dalla costruzione del silos: “Speravamo che la situazione fosse chiara – spiega Andrea Risso, portavoce del comitato No al silos del bosco Fassicomo – e quindi ferma, ovvero che i lavori non potessero iniziare invece in questo momento sul bosco e sul pendio stanno lavorando per fare i primi rilievi, i primi tagli per poi procedere alla costruzione”.

“Nonostante quello che aveva detto l’ex assessore Farello – dice Risso – che aveva bloccato i lavori per dare ancora una perizia idrogeologica all’Università, sembra che questo non sia avvenuto. Ci siamo mossi nuovamente per capire se la nuova amministrazione ha l’intenzione come la vecchia di sospendere, bloccare, fermare oppure no questo progetto”.

Ma quali sono i dubbi dei cittadini rispetto al progetto? “Le perplessità le hanno dette gli stessi consiglieri, ovvero la pendenza e il tipo di scavo che verrà effettuato, pericoloso per i palazzi limitrofi, avendo una pendenza di oltre 60% la possibilità di usare macchinari e di poter fare uno sbancamento ottimale ci sembra quasi impossibile. Secondariamente è un bosco, con più di 200 alberi di prima grandezza”.

Il terzo dubbio riguarda la stessa azienda: “la Park srl è una ditta con capitale sociale di 20 mila e a noi non risulta sia stata stipulata una polizza bancaria, fideiussoria, assicurativa a tutela di eventuali danni che possono essere fatti una costruzione di questo tipo provoca in una situazione di 7-8 metri limitrofi, minimo una crepa. La società con quel capitale di 20 mila euro non può certo tutelarsi da queste eventualità, come è successo a Borgoratti dove una volta venuta giù la società è sparita e sono da un anno gli abitanti di via Bocciardo sono fuori dai loro appartamenti di proprietà”.

Si rischia un’altra Brogoratti, dicono gli abitanti, che ricordano i proprietari dello stabile di via Bocciardo che ancora non sono potuti rientrare nelle loro abitazioni. “Si rischia un’altra Borgoratti o qualcosa di peggio – dice Stefano Baleari – col puc attuale questo parcheggio non si sarebbe mai potutro costruire. Non si capisce come gli stessi uffici che poi hanno redatto il puc, abbiano pututo rilasciare un’autorizzazione di questo tipo”.

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