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Sel e Fds minacciano lo strappo: “Con il via alla Gronda noi fuori dalla maggioranza”

Genova. Una lunga conferenza stampa quella organizzata oggi da Movimento 5 Stelle, Lista Doria, Federazione della sinistra e Sel per ribattere con l’ausilio di quattro tecnici al parere dato dagli uffici di Tursi alle prescrizioni fatte dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito della procedura di via per la Gronda di ponente.

Ma accanto a numeri e dati tecnici, quello che è emerso è una posizione politica piuttosto forte da parte dei consiglieri di Sel e e della Federazione della sinistra, che dicono senza indugio: se la Gronda si farà per la giunta Doria la vita non sarà semplice.

“Il problema politico è semplice – dice il capogruppo di Sel Gian Pastorino – il sindaco Doria è stato sostenuto dal cosiddetto popolo delle primarie, contrario alle grandi opere e favorevole invece a tutto un altro tipo di sviluppo, da smart city al trasporto pubblico. Poi, dopo la vittoria delle primarie, si è aggregato il Pd, che fa parte della vecchio politica, con una visione antiquata dei trasporti. Quindi il sindaco è espressione di queste due idee di città. In questi quattro cinque mesi abbiamo sentito un continuo riproporsi dell’opera Gronda da parte del Pd, dimenticando che ci sono opere molto più importanti, come la strada a mare e il collegamento con la strada di Cornigliano”.

“Il tappo sulla vecchia autostrada è dalle 8 alle 10 del mattino – prosegue Pastorino – che è un dato incontrovertibile di traffico urbano: la gente prende l’auto dalla periferia e viene in centro. Bisogna fare il trasporto pubblico e il trasporto pubblico invece lo stiamo chiudendo”.

E sulla posizione di Sel nel caso l’opera venisse approvata, magari con il sostegno del centro destra, Pastorino non tergiversa: “Proprio perché il sindaco è stato eletto in questo modo, non sono disponibile ad accettare che su queste scelte strategiche ci siano delle maggioranze fatte con il centrodestra. Nel caso ciò avvenisse usciremmo dalla maggioranza”.

Posizione analoga è quella espressa dalla Federazione della sinistra: “Noi non abbiamo assessori da ritirare – dice il capogruppo Antonio Bruno – ma è evidente che se la Gronda si fa sarà una situazione insostenibile, anche perché il sindaco è stato eletto anche perché aveva una discontinuità con le politiche precedenti e se il sindaco di Genova è Marco Doria è perché per molti pensavano che la gronda con lui non si sarebbe fatta o comunque prima si sarebbe fatta un’analisi costi benefici per capire se quest’opera serve davvero. Al momento quest’analisi non c’è”.

Più sfumata la posizione della Lista Doria: “Non vogliamo fare un muro contro muro in questo momento – dice il capogruppo Enrico Pignone – anche perché siamo fiduciosi che la questione sia ancora effettivamente aperta, sia per la via che per l’analisi dei costi benefici rispetto all’opera. Solo dopo faremo le nostre valutazioni”.