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Scolmatore del Bisagno, Burlando risponde a Clini: “Intervento dei privati? La messa in sicurezza è compito pubblico”

Genova. “La messa in sicurezza è un intervento pubblico. Poi per carità, si può pensare a tutto”. Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, utilizza una breve frase per commentare la proposta del ministro dell’Ambiente Corrado Clini sulla possibilità di un intervento privato nella realizzazione dello scolmatore del torrente Bisagno.

Secondo il ministro, intervenuto a margine del convegno “Tutela del territorio: sicurezza per i cittadini, sviluppo per l’economia, lavoro qualificato per i giovani” organizzato dalla Cgil questa mattina a Genova, “a volte bisogna cercare la partecipazione degli investitori privati che entrino nella realizzazione delle opere pubbliche e possano garantire il loro finanziamento. Questo vuol dire entrare nella partecipazione nella gestione di iniziative di interesse pubblico. Lo scolmatore, del resto, è un’opera che si ripaga attraverso la tariffazione dei servizi che offre”.

Ipotesi, questa, che sembra non convincere Burlando che ha continuato: “Comunque quando le risorse arrivano, noi le utilizziamo. E’ difficile spenderle, ma non abbiamo mai mandato indietro niente di quello che è arrivato. Il problema è piuttosto che è difficile ottenerle. Sono almeno vent’anni, dalle Colombiane in poi, che questa città quando ha le risorse le spende e le spende bene”.

Il governatore è poi tornato sui provvedimenti dell’esecutivo riguardanti la protezione civile: “Le ultime decisioni del governo Monti cambiano molto la gestione delle emergenze ambientali, d’ora in avanti il governo interverrà solo nella fase più acuta, i primi tre mesi, quindi solo proprio per togliere il fango per capirci”.

“Anche le vecchie gestioni commissariali saranno concluse – ha sottolineato Burlando, attuale commissario delegato al superamento dell’emergenza alluvione – io sarò commissario ancora per qualche settimana, a seconda degli eventi: per l’alluvione di Genova fino a fine ottobre, per altri casi fino a novembre e dicembre”.

“Quando si concluderà questa fase straordinaria – ha concluso il presidente della Regione – non si potranno più movimentare le risorse e quello che decidiamo in queste ore rimane fisso. Se spendi le risorse per una cosa bene, altrimenti le perdi, perciò la Regione Liguria ha lavorato molto a lungo come ha sottolineato il sindaco di Genova Marco Doria per cercare di destinare bene le risorse disponibili, indubbiamente poche”.