Cronaca

Scidone indagato nell’inchiesta sull’alluvione, le reazioni a Tursi. Putti: “Restituire credibilità alle istituzioni”

Genova. C’è sgomento tra i consiglieri comunali per l’avviso di garanzia rispetto all’inchiesta sull’alluvione 2011 che è arrivato all’ex assessore alla protezione civile Francesco Scidone. Un cambio di pesso nell’inchiesta che – come non era difficile ipotizzare – sta risalendo ai vertici della catena di comando della gestione di quella drammatica giornata in cui sei persone persero la vita.

“E’ triste vedere che deve intervenire la magistratura – dice il capogruppo della Lega Nord Edoardo Rixi – perché un’istituzione come il Comune di Genova non è andata a ricercare le responsabilità interne dei mancati soccorsi e addirittura adesso riprende in carica un dirigente reo confesso di aver falsificato i verbali relativi alluvione”.

“Fossi il sindaco di Genova, o il sindaco di un’amministrazione in genere – va giù duro Rixi – mi vergognerei. Sembra di essere a Reggio Calabria più che in una città del Nord Italia”.

“Ricordiamo che c’è stato un sindaco Marta Vincenzi che è uscito distrutto dall’alluvione. C’è stato un cambio di amministraizone comunale eppure non si è riusciti a cambiare nemmeno un funzionario fino all’intervento della magistratura. Se questa è la politica di oggi capisco che i cittdini siano sfiduciati nei confronti dell’amministrazione e del consiglio comunale. Io come consigliere del comune di Genova mi vergogno profondamente di come ha gestito prima l’emergenza alluvione e dopo perché non è stata aperta nessuna inchiesta interna.

“L’unica cosa che ha fatto il Comune di Genova ultimamente – conclude Rixi – è stato chiedere agli inquilini di via Fereggiano un contributo per ripulire i fiumi. Se questa è la nuova amministraizone ho paura che i genovesi rischino di vivere per lo meno le stesse esperienze della vecchia se non peggio”.

Anche il capogruppo del Movimento 5 stelle Paolo Putti, commenta l’inchiesta che con oggi fa salire a 5 gli indagati per il falso documento elaborato all’interno del Matitone, e che con l’avviso di garanzia a Scidone tira in ballo anche le responsabilità dei politici: “Rispetto ai tanti scandali a cui ho assistito in questi anni in politica, quello che ho sempre detto – dice Putti – anche un po’ per restituire valore alle istituzioni, è che ci sono persone preposte per fare le indagini. Mi auguro che le facciano con sollecitudine e in maniera rigorosa e che siano il più possibile veloci. Credo che ci sia assolutamente bisogno che le persone possano pensare nei luoghi istituzionali ci sono persone che sono lì per tutelare l’interesse della collettività. Tutto questo rischia veramente di distruggere la rappresentazione che il cittadino ha delle istituzioni. Questo è un danno enorme che non più permetterci. Dobbiamo assolutamente voltare pagina. Prima però dobbiamo dipanare tutto quanto è successo”.

Rispetto al reintegro di Gambelli: “Credo ci sia bisogno di restituire credibilità alle istituzioni – incalza il capogruppo dei grillini – non voglio mai essere forcaiolo perché sono un educatore e penso che dietro a ogni cosa ci stia una persona, però credo che le istituzioni in questo momento debbano dare un segnale per dire che sono capaci di voltare pagina”.

Anche il vicesindaco Stefano Bernini commenta le novità dell’inchiesta: “E’ evidente che la magistratura sta facendo un approfondimento di indagine, attendiamo di conoscere quali saranno gli esiti di questo percorso. Intanto la giunta ha gia provveduto a mettere in condizione il sistema di protezione civile di essere attivo, con gli incarichi affidati ad interim o i nuovi incarichi. Ci auguriamo che questo colpo non sia di danno alla macchina”

“Oggi – racconta Bernini – ho incontrato uno dei volontari responsabili della protezione civile del ponente genovese. Loro sono pronti a intervenire nel caso ci sia bisogno, speriamo che quest’anno non occorra, ma evidentemente questa situazione crea un po’ di amarezza”.

Rispetto alla polemica sollevata del reintegro di Sandro Gambelli, Bernini precisa: “Gambelli non è stato reintegrato nella stessa tipologia di incarico. E’ anche vero che si tratta di un dirigente che ha vinto un concorso e che prima di procedere ad eventuali sanzioni bisogna attendere la sentenza definitiva della magistratura”.

Anche se è reo confesso? “Lui è reo confesso di falso ideologico. Bisogna capire quali sono state le condizioni in cui è stato concepito questo falso. Con tutta sincerità per me è difficile capire il senso di una cosa di questo genere, tanto più che sul sito del comune riporta e continua a riportare le date esatte”.

“Era prevedibile leggendo i giornali – dice il consigliere del Pdl Matteo Campora – che ci fossero questo tipo di sviluppi. Bisogna avere il massimo rispetto per gli inquirenti e mi sembra opportuno attendere l’esito delle indagini. E’ evidente che quanto è emerso fino ad ora indica che si tratta però di fatti particolarmente gravi. Sarà compito della magistratura individuare eventuali colpevoli”.

Molto garantista la posizione del Pdl rispetto al dirigente riammesso in servizio: “Quella del reintegro può sembrare una cosa strana, ma esistono comunque delle norme che regolano i rapporti con i dipententi e comunque queste norme vanno rispettate”.