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Sanità, Montaldo non cambia il piano: 118 unico, meno posti letto e pronto soccorso

Regione. La seduta del Consiglio regionale monotematico sulla sanità è ripresa nel pomeriggio con il dibattito sulle disposizioni dei direttori generali delle Asl liguri, con le conclusioni e la replica finale dell’assessore alla salute Claudio Montaldo: “Discutere è sempre utile, certo era più produttivo fare questa discussione fra una settimana con l’approvazione di un testo che è all’ordine del giorno della commissione e che cominceremo ad esaminare nei prossimi giorni”.

Passando ai temi concreti affrontati, Montaldo ha ricordato l’andamento dei disavanzi sanitari della Liguria: “Eravamo messi malissimo – ha detto – e siamo stati messi in accompagnamento, poi abbiamo recuperato molto ed eravamo in pareggio, ma la percentuale degli anziani è stata sottostimata dal governo, i finanziamenti sono stati ridotti di nuovo e siamo e di nuovo scesi ancora un po’. Nonostante questa rincorsa abbiamo evitato di mettere nuove tasse e di scaricare sui cittadini decine di milioni di nuova imposizione fiscale. Abbiamo fatto scelte difficili in sanità, scelte che però oggi hanno già effetti positivi. In questo siamo molto più avanti del Piemonte che, partendo da una finanza migliore della nostra, ha tardato ad affrontare i problemi e, nonostante che l’assessore sia un bravo tecnico, ha visto un deterioramento tale da far dire che la Regione Piemonte è tecnicamente fallita: questa è una lezione importante perché se non si affrontano per tempo i problemi si rischia di arrivare rapidamente a farli precipitare e a renderli insuperabili. Sta succedendo, adesso, a Lazio e Campania che sono commissariate e rischiano di crollare. Affrontare i problemi non significa tagliare un po’ qui e un po’ là, ma fare una politica di riorganizzazione ed è quello che stiamo facendo. Tuttavia dobbiamo dire con forza ai nostri rispettivi partiti che tagli di 4,9 miliardi in tre anni alla sanità Italiana, come quelli operati da Tremonti e Monti insieme, sono insostenibili. Noi e i nostri partiti non possiamo comportarci come se nulla fosse. Dobbiamo sapere che la quota capitaria sarà motivo di scontro durissimo con le altre regioni per il riparto del Fondo sanitario nazionale del 2013. Ci verrà rinfacciato che siamo quelli che spendono di più e per questo dobbiamo dimostrare la nostra capacità di risanare il sistema. Possiamo tuttavia abbassare questo livello di spesa: quest’anno risparmiamo circa 160 milioni e abbiamo un abbattimento della quota capitaria di 100 euro per persona in un anno. La spending review la applichiamo nella politica degli acquisti. Tuttavia in questo campo si è aperto un contenzioso infinito con le aziende fornitrici. Il governo, infatti, ci obbliga a ridurre gli acquisti del 5% lasciando invariati servizi e ci toglie 26 milioni mentre noi, se ci va bene, dai risparmi in acquisti ne risparmiamo 12, In realtà non riusciamo neppure a raggiungere quel livello perché c’è il contenzioso con le aziende che blocca tutto. Intanto noi riduciamo centinaia di posti letto in Liguria ma, attenzione, lo facciamo con una operazione di riequilibrio, ne tagliamo 400 a Genova, 133 a Savona, poco altrove e alla Spezia facciamo un’operazione inversa: li aumentiamo altrimenti, vista la demolizione del Felettino resteremmo senza letti. Poi abbiamo la chiusura di 87 letti in strutture complesse. Per i primi interventi, invece, facciamo una operazione di appropriatezza, completezza e professionalità. Per il 118 proponiamo che abbia una sede operativa unica e la raggiunga in un tempo ravvicinato”.
“Ci sono, inoltre, le potenzialità per un salto di qualità a livello territoriale: la rete dei distretti è pronta e va riempita di medici. Ciò è propedeutico alla riduzione- sostituzione dei posti letto, che dobbiamo fare altrimenti saremo penalizzati economicamente. Anche sui punti nascita ora si va bene, ma si deve tendere ad avere un maggiore equilibrio”.

Montaldo ha concluso il suo intervento con un appello: “Dobbiamo dare ai cittadini liguri una speranza di miglioramento delle nostre strutture: programmare ospedali per i prossimi 15 anni può sembrare velleitario o un programma a troppa lunga scadenza, ma se noi non guardassimo avanti, oltre noi, oltre questo Consiglio faremmo un pessimo servizio alla Liguria. Il nostro obiettivo è quello di fare come nel 2010-2011: non mettere tasse anche nel 2012. In quanto al 2013 il futuro è ancora oscuro”.
Dopo il dibattito di oggi la delibera approvata dalla giunta regionale sul piano di riordino della sanità ligure e della riorganizzazione delle rete di emergenza e degli ospedali verrà poi discussa e votata con la prossima seduta del Consiglio regionale di novembre.