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Sanità in Liguria, i sindacati: “Atteggiamento miope della Regione, attendiamo risposte e tempi certi”

letti ospedale

Genova. Il 30 ottobre si è tenuto il previsto incontro tra le organizzazioni sindacali e la Regione Liguria, nella quale sono state presentate le posizioni di Cgil, Cisl e Uil sui contenuti della delibera di riorganizzazione sulla base delle prescrizioni nazionali della così detta “revisione della spesa” della sanità in Liguria.

“Abbiamo manifestato la nostra contrarietà ai contenuti della delibera e ribadito le proposte che abbiamo presentato da mesi per una profonda revisione del sistema dei servizi sanitari e sociali”, precisano.

“La Regione in questi mesi ha avuto un atteggiamento miope verso le proposte sindacali; ma gli ulteriori tagli a livello nazionale hanno aggravato la situazione e posto in modo ancor più stringente l’esigenza di un vero salto di qualità”.

Ecco in sintesi le proposte e le osservazioni di Cgil, Cisl e Uil. “I tagli ai posti letto per acuti porteranno a una caduta nei livelli di assistenza in mancanza di una adeguata risposta da parte dei servizi territoriali: chiediamo una concreta definizione di modelli organizzativi per questi servizi, accompagnati dalla indicazione di tempi certi e strumenti per la loro realizzazione – spiegano – tema irrisolto ma decisivo per la spesa sanitaria, è il rapporto con i medici di medicina generale: chiediamo ulteriori misure per garantire l’appropriatezza delle prescrizioni farmaceutiche, specialistiche e diagnostiche; chiediamo inoltre l’attivazione di punti di servizio sulle 24 ore, coinvolgendo i Medici di medicina generale e la Guardia Medica di concerto con il 118; ne chiediamo l’attivazione da subito, quantomeno a livello di sperimentazione in tutte le aziende sanitarie, partendo dai territori più scoperti: Media e Alta Valpolcevera nell’Area Metropolitana genovese e Valle Bormida per il savonese”.

Secondo i sindacati, poi, manca totalmente una reale volontà di integrazione tra servizi sanitari e interventi sociali: “chiediamo l’avvio di nuovi modelli organizzativi integrati e la messa a fattor comune delle risorse economiche ed umane, a partire dalla ridefinizione del Fondo Regionale per la non autosufficienza, così come previsto dalla legge regionale 12 del 2006;
vanno salvaguardate le eccellenze ancora presenti nel nostro territorio, riorganizzando le specialità nella rete ospedaliera; la motivazione e la valorizzazione professionale dei lavoratori è essenziale per affermare un nuovo modello di sanità: chiediamo che sia riconosciuto al personale del comparto quanto dovuto contrattualmente e percorsi formativi e incentivi economici legati all’inserimento dello stesso personale nei nuovi modelli assistenziali e organizzativi”.

I rappresentati dell’assessorato hanno dichiarato la volontà della Giunta di voler considerare le proposte sindacali e di avere l’intenzione di ricercare un possibile accordo: le modifiche alla delibera che ne deriverebbero sarebbero oggetto di un emendamento della Giunta al provvedimento che nel frattempo ha iniziato il proprio iter in Consiglio Regionale.

“Tuttavia le dichiarazioni d’intenti e i buoni propositi non ci interessano: pretendiamo impegni precisi, tempi certi e verificabili e la definizione di un metodo certo di confronto tra Regione, Direttori Generali delle Aziende e Organizzazioni Sindacali per la gestione dei processi di riorganizzazione e la valutazione sugli esiti delle sperimentazioni. Questo ci attendiamo dal prossimo incontro programmato per il 7 novembre”, concludono Cgil, Cisl e Uil.