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Sanità, Genova perde 146 posti letto e 6 strutture complesse, Montaldo contesta i tagli

Regione. Discusso oggi in Giunta regionale il piano il programma di riorganizzazione dell’offerta sanitaria ligure alla luce delle norme in vigore con il decreto sulla spending review.

Il piano, presentato dall’assessore alla Salute Claudio Montaldo, che ha ricevuto dalla Giunta il via libera, sarà ora trasmesso alla Conferenza dei sindaci e alla Conferenza permanente per la programmazione socio sanitaria regionale che potranno chiedere modifiche.

Tornerà poi all’esame della Giunta per il recepimento di eventuali suggerimenti e, una volta approvato, sara’ trasmesso al Consiglio Regionale, che lo dovrà votare entro il 31 dicembre come prevedono le norme della spending review.

Il Piano riguarda ambulatori, ospedali e sistema di emergenza e prevede incrementi per la riabilitazione, chiusure di strutture complesse e altri interventi tra i quali la chiusura della centrale del 118 del Tigullio.

L’obiettivo è avere posti letto per acuti non superiore a 3 per mille abitanti e posti per riabilitazione e lungodegenza pari a 0,7 per mille come e’ stato stabilito dalla legge 135 del Governo sull’aggiornamento degli standard dei letti.

E’ prevista pertanto una riduzione di letti nelle aree territoriali dove lo standard era superiore per un totale di 800
posti letto per acuti in meno e un incremento di 332 posti letto per la riabilitazione e la lungodegenza. Inoltre e’ prevista la chiusura di 38 strutture complesse cliniche.

Ecco quanto prevede il piano discusso oggi in Giunta diviso per ciascuna Asl.
Nella Asl 1 Imperiese sono previsti 45 posti letto per acuti in meno e 89 posti letto in piu’ per la riabilitazione. Inoltre verranno eliminate tre strutture complesse.
Nella Asl 2 Savonese sono previsti 133 posti letto per acuti in meno e l’attivazione di 33 posti letto di riabilitazione e per la lungodegenza. Vengono inoltre disattivate 6 strutture complesse.
Nella Asl 3 Genovese vengono chiusi 146 posti letto per acuti e attivati 51 posti letto per la riabilitazione. Vengono
disattivate 6 strutture complesse.
L’ Ospedale Evangelico – Voltri chiude 18 posti letto per acuti e ne apre 4 per la riabilitazione, disattivando tre
strutture complesse.
All’Irccs San Martino – Ist sono disattivati 223 posti letto per acuti e attivati 94 posti letto di riabilitazione e lungodegenza. Le strutture complesse di cui e’ prevista la disattivazione ammontano a 13.
L’Ospedale Galliera disattiva 100 letti per acuti, apre 21 letti per la riabilitazione e chiude una struttura complessa.
L’Istituto Gaslini chiude 80 letti per acuti e ne attiva 20 per la riabilitazione. Disattiva inoltre 2 strutture complesse.

La Asl 4 Chiavarese chiude 33 posti letto per acuti, attiva 18 per la riabilitazione e la lungodegenza. Vengono disattivate 4 strutture complesse.

La Asl 5 Spezzina la Giunta non prevede operazioni in quanto la dotazione di letti ospedalieri e’ inferiore allo standard previsto a livello nazionale.

Ulteriori 26 letti per acuti verranno disattivati nelle pediatrie ospedaliere. Cambiamenti anche per alcune specialita’
ospedaliere: chirurgia maxillo-facciale oggi presente sia all’ ospedale San Martino-Ist che al Galliera potrebbe essere
accorpata presso l’unica sede di San Martino. Stesso percorso per la neurochirurgia che verrebbe unificata al S. Martino-Ist. Chirurgia vascolare rimane invece sia al Galliera che all’ospedale San Martino.

“Come le altre regioni, la Liguria contesta duramente i tagli lineari effettuati dal Governo in sanità”. L’assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo ha ribadito oggi questa posizione in giunta presentando ai colleghi il piano di riorganizzazione.

Il piano di riorganizzazione della sanita’ conferma la chiusura entro 60 giorni della Centrale operativa della Asl 4 Chiavarese le cui funzioni saranno svolte dalla Centrale del S. Martino di Genova. Il piano prevede inoltre di concentrare in un’unica centrale regionale le rimanenti 4.

Si porta inoltre a termine il percorso di trasformazione di 4 strutture di pronto soccorso regionali in punti di primo
intervento ospedaliero (Ppi) aperti 24 ore. Negli stessi ospedali parte inoltre la collaborazione con i medici di
medicina generale prevista dal decreto Balduzzi.

Le sedi individuate sono: Bordighera, Cairo Montenotte, Albenga e Sestri Ponente. Rimangono aperti a 12 ore i punti di
primo intervento di Pontedecimo e Rapallo.

La nuova organizzazione della sanita’ ligure prevede il potenziamento dei distretti territoriali che dal 2013 avranno un proprio budget e diventeranno il fulcro dell’assistenza territoriale per i malati cronici affetti ad esempio da diabete, ipertensione, bronchiti croniche.

E’ previsto inoltre un ulteriore sviluppo degli hospice con 30 posti in piu’ e nuove strutture di cure intermedie, a meta’ strada tra l’ospedale e la residenzialita’ socio-sanitaria per accogliere, per un breve periodo di tempo, i pazienti dimessi da reparti per acuti e che non possono essere immediatamente accolti nelle Rsa.