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Romero tradisce la Samp: il Chievo vince 2 a 1

Verona. Chi segue il calcio sa che spesso è meglio andare a giocare con una squadra in salute piuttosto che con una in crisi. Che andare a giocare contro il Chievo che ha appena cambiato l’allenatore e deciso di portare sulla panchina l’ex bandiera Eugenio Corini, sarebbe stata una partita insidiosa lo staff blucerchiato lo sapeva, e così è stato.

Ciro Ferrara sceglie Romero, poi i quattro in difesa con Berardi, Rossini, Costa e Poulsen, un centrocampo sostanzialmente a 5 con Munari, Maresca, Obiang, e poi Krsticic e Estigarribia larghi, Lopez punta.

Dopo dieci minuti di noia, la prima occasione è del Chievo con Thèréau che si inserisce in una difesa blucerchiata distratta. Para Romero, ma che rischio. La partita lì sembra accendersi e in pochi minuti ci prova prima Maxi Lopez e poi Marcelo Estigarribia con un grande tiro dai 25 metri. Dall’altra parte risponde Di Michele su punizione.

La partita sembra a quel punto perdere quota, a parte qualche iniziativa sporadica di singoli. Alla mezz’ora Sardo è costretto a uscire per infortunio dopo uno scontro con Maxi Lopez.

Sul finale la Sampdoria sembrava aver preso le misure agli avversari, tanto che stava accelerando i tempi per provare a chiudere in vantaggio il primo tempo, ma si becca una ripartenza molto ben congegnata dagli scaligeri che vanno in gol con Thereau il più bravo dei suoi.

Riprende il secondo tempo senza cambi.

Al 52’ la più bella azione della Sampdoria con Lopez che libera di tacco sulla destra Berardi che mette al centro un bel cross che nessuno raccoglie.

La Sampdoria prova a governare la partita, ma lo fa senza incidere. Il Chievo riparte, occasione sui piedi di Di Michele che calcia a botta sicura, e Romero si tutta con tempestività sul suo angolo. Al 61’ grande giocata di Estigarribia che guadagna una punizione sui venticinque metri, si incarica della battua Enzo Maresca che toglie le ragnatele dall’incrocio: 1 a 1 al Bentegodi. La Samp prende coraggio e va subito dopo alla conclusione con Krsticic..

Con il pareggio la Sampdoria gioca più rilassata. Ciro Ferrara decide di togliere Poulsen per mettere dentro Soriano. Estigarribia si sposta sulla sinistra. Una scelta di eqiolibrio e dinamismo. Su un contropiede però è Berardi a interrompere con una diagonale perfetta una azione pericolosa del Chievo.

Nonostante la scelta offensiva, la Sampdoria non mette il piede sull’acceleratore, e dà modo ai gialloblù di organizzarsi. Percussione centrale di Di Michele, tiro dal limite dell’area e respinta difettosa di Romero.

Risponde Lopez con un’azione da brividi che però si ferma al quarto dribbling che lo avrebbe fatto presentare a tu per tu con Sorrentino. Ferrara decide di cambiare ancora: fuori Krsticic dentro Tissone. Scelta conservativa.

All’81 altro pericolo per la Sampdoria: cross da destra, ma il tocco di tacco di Di Michele non è efficace. Nei minuti finali proprio quando la Sampdoria sapeva poter amministrare, da un brutto fallo non rilevato ai danni di Obiang, ripartenza del Chievo tiro con poche velleità di Di Michele papera di Romero e vantaggio dei clivensi.

Brutto errore del portiere argentino che si fa scappare la palla dalle mani e decreta la seconda sconfitta consecutiva dei blucerchiati che comunque non erano apparsi lucidi e brillanti come al solito.