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Quadra sul rimpasto in giunta regionale: Scialfa vicepresidente, Cascino all’Urbanistica e Fusco capogruppo Idv

Regione. Si prospetta un mini-rimpasto nella giunta regionale dopo l’uscita di scena di Marylin Fusco, che si è dimessa dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia nell’ambito dell’indagine sul porto di Ospedaletti. La Fusco diventa capogruppo dell’Idv in consiglio regionale al posto di Nicolò Scialfa il quale, a sua volta, rileva la delega allo Sport e al Personale da Gabriele Cascino. Quest’ultimo passa all’Urbanistica, assumendo l’assessorato al posto dell’esponente dipietrista dimissionaria.

Un rimpasto sul quale c’è l’imprimatur dell’Italia dei Valori, con i suoi consiglieri oggi impegnati in una girandola d’incontri sino a tarda sera, ma che soltanto domani dovrebbe essere formalizzato dal governatore Burlando. Quindi vicepresidenza (ovvero ruolo prettamente istituzionale) con le deleghe attualmente di Cascino a Scialfa, consigliere eletto, e a Cascino invece, assessore esterno, un incarico di responsabilità nell’Urbanistica. Il tutto con una quadra che lascia intoccati gli altri posti dell’esecutivo.

Per l’intera giornata, dentro e fuori dall’aula, ha tenuto banco il caso Fusco. Lo stesso Scialfa da capogruppo ha illustrato la posizione dell’Italia dei Valori: “Nel nostro gruppo non c’è nessuna lotta e nessuno di noi vuol fare opera di sciacallaggio, anzi il dato emerso in modo maggiore è che siamo dei politici ma anche esseri umani. Qualcuno accusa l’Idv di essere un partito giustizialista: è possibile che alcuni a livello nazionale lo siano, ma nel gruppo in Regione Liguria siamo tutti e cinque garantisti, il che non vuol dire essere a favore dell’impunità ma sostenere l’innocenza fino a che non si è giudicati colpevoli”.

“Siamo anche contrari che ci si dimetta solo per aver ricevuto un avviso di garanzia: in una fase di aspra lotta politica basterebbe, infatti, ben poco per mettere fuori gioco un concorrente – ha aggiunto Scialfa – Non siamo qui per difendere la casta siamo per difendere il diritto e le istituzioni. In quanto al ruolo dell’informazione, di solito le guerre scoppiano perché i giornalisti pubblicano quello che un politico ha detto loro e che subito dopo si è dimenticato. Più che mettere sotto accusa la stampa dovremmo, quindi, accusare i politici stessi. Tuttavia un dibattito serio sul rapporto fra informazione, politica e cittadini va fatto e ricordo che oggi in Italia è in pericolo la democrazia”.

“Ho saputo delle dimissioni di Marylin Fusco alle 15,10 di sabato e non ho notizia di interventi romani: la sua è stata, quindi, una decisione personale di cui, nonostante sia il capogruppo, sono stato informato a cose fatte” ha concluso Scialfa.