Ricettazione musicale, il pm chiede l'assoluzione per il genovese denunciato - Genova 24
Cronaca

Ricettazione musicale, il pm chiede l’assoluzione per il genovese denunciato

renato zero

Genova. Assolto perchè il fatto non costituisce reato, manca l’elemento psicologico del reato, l’imputato avrebbe agito in buona fede.

Sono le richieste del pubblico ministero Annalisa Gandolfo nei confronti del collezionista genovese accusato di aver ricettato una bobina contenente brani musicali di Renato Zero, che il cantante registrò nel 1967 quando aveva solo 17 anni.

Secondo l’accusa la bobina, a suo tempo trafugata da ignoti dal magazzino della Rca (ora Sony), sarebbe poi stata messa in vendita su eBay dall’ imputato. Oggi, davanti al giudice monocratico Alessandra Vignola, ha deposto il perito, un esperto discografico portato dalla difesa, il quale ha sostenuto che non si tratta di un master ma di una ‘copia di lavoro’, non di buona qualita’ e con una serie di ‘giunte’.

L’imputato, dal canto suo, ha sostenuto di aver avuto la bobina nel 2005 tramite un amico di Roma che l’aveva vista in vendita su eBay e gli aveva chiesto se poteva comperarla per conto suo anticipando il costo di 208 euro. Poi l’avrebbe ritirata rimborsandolo.

Il collezionista, difeso dall’avvocato Daniele Minotti, ha riferito di aver messo in vendita la bobina nel maggio 2009
perchè l’amico non ne aveva piu’ fatto richiesta e per questo l’aveva messa all’asta su eBay.

“In quella circostanza – ha spiegato – ero stato contattato da Rudy Zerbi che, per conto della Sony, mi aveva chiesto di restituire la bobina perchè di proprietà della casa discografica. Non la riconsegnai perchè non mi fu fatta vedere la copia della denuncia del furto della bobina”.

Il genovese fu poi denunciato per ricettazione. L’avvocato Minotti ha parlato di “condotta lineare dell’imputato testimoniata dalla sua buona fede” e ha chiesto l’assoluzione perche’ il fatto non sussiste.

“Non vi e’ alcuna prova – ha detto il legale – che fissi come proprietaria di quel nastro la Sony e neppure che sia un bene della Rca. Un nastro che, come ha detto il perito, non e’ un master e tra l’altro e’ ‘ricucito’ e di pessima qualità”.

L’avvocato Giuseppe Alamia di Milano, parte civile per la Sony, ha sostenuto che ”sicuramente e’ un nastro che era nei magazzini della Rca ed e’ un bene che e’ stato sottratto. Non era un prodotto da commercio – ha detto – ma era un patrimonio che doveva essere tenuto dalla Rca”. Il legale ha chiesto la condanna con risarcimento e che la bobina sia restituita alla Sony. Il 20 dicembre 2011 Renato Zero aveva deposto al processo come testimone. Il processo e’ stato rinviato al 4 ottobre.

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