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Cronaca

Regali, soldi e viaggi in cambio di prescrizioni gonfiate: indagati 5 medici genovesi

Genova. Nell’ambito della maxi inchiesta che ha scoperto una rete di informatori scientifici della casa farmaceutica Sandoz che, per incrementare le vendite, dava o prometteva oggetti di valore a medici di ospedali pubblici o privati, sono indagati anche 5 medici genovesi specializzati in endocrinologia.

Ieri mattina i militari del Nas hanno perquisito le abitazioni dei professionisti, gli studi e gli ospedali, il San Martino e il Gaslini dove i medici lavorano. Tra i medici indagati, ci sono diversi pediatri ed endocrinologi di ben 15 diverse regioni che in molti casi, sollecitati dagli informatori scientifici pronti a corromperli, aumentavano le prescrizioni delle medicine, con l’inserimento in terapia di nuovi pazienti.

Per incrementare le vendite di alcune medicine, secondo le accuse, gli informatori scientifici promettevano soldi, viaggi all’estero e diversi oggetti come iPad. Il tutto veniva giustificato con false fatture che attestavano l’elargizione di denaro per attività di consulenza o di studio, contributi a congressi o seminari e viaggi per partecipazioni a meeting internazionali.

Ad essere indagato è infatti anche il titolare di un’agenzia di viaggi. Complessivamente i medici avrebbero ricevuto oltre 500 mila euro tra regali e denaro, ma alcuni medici non esitavano ad aumentare le somme pretese al punto che, si è appreso, alti dirigenti della Sandoz avrebbero incontrato personalmente i medici. La reazione delle associazioni alla vicenda di oggi è stata molto dura. Il Codacons ha chiesto “provvedimenti durissimi nei confronti dei medici colpevoli, i quali devono essere radiati a vita dall’albo, ma anche nei confronti dell’azienda farmaceutica Sandoz i cui farmaci, qualora sia accertata l’avvenuta corruzione dei medici, devono essere cancellati dalla Fascia A”.

Anche il Tribunale per i diritti del malato ha puntato il dito contro una vicenda “doppiamente deplorevole”. Il presidente della Federazione degli ordini dei medici, Amedeo Bianco, si è invece augurato “che l’accusa sia infondata”.