Rapallo, raccolta firme contro il Christmas Village: già 500 adesioni - Genova 24
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Rapallo, raccolta firme contro il Christmas Village: già 500 adesioni

christamas village rapallo

Rapallo. “Senza nemmeno un gazebo pubblico sono già quasi 500 le firme raccolte sulla nostra proposta alternativa al Christams Village, una proposta tesa a fare pressioni alla Giunta che deve discutere e deliberare sul progetto presentato in Comune dagli organizzatori del cosiddetto Christamas Village, la baraccopoli riservata ad una ventina di commercianti, con costi inaccessibili agli esercenti di periferia che nella realtà pagano la crisi più degli altri”. Queste le dichiarazioni di Andrea Carannante, Pcl Tigullio.

“Le nostre proposte alternative sono molto semplici e dovrebbero realizzarle il comune in collaborazione con le associazioni di categoria, trattasi di iniziative a basso costo di intrattenimento ( corpo bandistico, gruppi o musicisti emergenti o sconosciuti della zona, recite, lettura brani e poesie,magari coinvolgendo le scuole e le associazioni, gara di pasticceria natalizia per i forni della città con giuria popolare di anziane rapallesi, concorso per il babbo Natale più bello e simpatico con giuria di bambini, mostra di presepi con materiale riciclato fatti dalle scuole), facendo tutto questo per le vie di Rapallo, i commercianti potrebbero esporre bancarelle fuori dai negozi se proprio devono per mettersi in mostra, spendendo meno e devolvendo parte della differenza di costi(oppure prodotti) per le iniziative o per altra finalità benefica(libri e materiale per le scuole,pranzo di natale per i poveri, cena di capodanno per senzatetto, chiedendo supporto magari anche alla chiesa)”.

“La passeggiata dovrebbe rimanere libera per il passeggio, data anche la precarietà delle condizioni meteorologiche invernali… ma essere piuttosto luogo dove fare alcune delle iniziative di cui sopra coinvolgendo anche il castello e il parco casale per la loro atmosfera già di per se fiabesca.
Con una buona pubblicità, tutto ciò attirerebbe gente da fuori, più delle casette”, conclude Carannante.