Protesi all'anca difettose, rilasciano ioni di cobalto: class action di Ferderconsumatori contro la Johnson&Johnson - Genova 24

Protesi all’anca difettose, rilasciano ioni di cobalto: class action di Ferderconsumatori contro la Johnson&Johnson

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Genova. Un’azione collettiva contro la multinazionale Johnson&Johnson, la cui controllata Depuy avrebbe fabbricato protesi all’anca difettose, per questo, ritirate dal mercato dalla stessa azeinda due anni fa. E’ questa una delle principali azioni messe in campo da Federconsumatori che oggi ha illustrato le modalità per richiedere il risarcimento.

“Chiameremo tutti i cittadini che hanno fatto queste operazioni – spiega Guglielmo Pepe di Ferderconsumatori – per capire se gli è stata istallata questo tipo di protesi. Nel caso avranno diritto al rimborso e all’ assistenza sanitaria”.

Sì perché queste protesi metalliche rilasciano ioni di cobalto molto pericolosi per la salute. In Italia sono circa 4 mila le protesi della Depuy impiantate. “Ieri abbiamo inviato alle Asl una lettera chiedendo di fare indagini presso gli istituti per capire quante sono in Liguria. Quando avremo questo elenco contatteremo i cittadini”

“Le persone che sanno di aver avuto un impianto della Depuy Asr o Asrxl – spiega l’avvocato Cristina Marras – possono aderire a questa class action che, di fatto, molto probabilmente si risolverà prima con un accordo con la Depuy perché appunto lei stessa ha ritirato il prodotto dal mercato e ha ammesso che il rilascio di questi ioni di cromo e cobalto possa creare ingenti danni ai tessuti molli e alle ossa, con potenziali infiltrazioni nel sangue, nei reni, nel fegato, nella milza e potrebbero esserci problemi anche a livello generico”.

Il suggerimento dell’azienda è di farsi rioperare per la sostituzione dell’impianto: “Al momento si sta trattando perché i costi siano a carico dell’azienda” dice Marras.

Chi si trovi in questa situazione “può rivolgersi a Federconsumatori – spiega l’avvocato – allegando tutti le analisi cliniche pre e post operatorie, compresi raggi e analisi del sangue. In questo modo, si può aderire a questa azione collettiva, strutturata a livello nazionale ma demandata poi alle sedi locali per le gestione dei singoli casi”.

Tra le altre iniziative intraprese da Federconsumatori, ci sono novità – spiega Pepe – sulla vicenda Amiu perché abbiamo vinto ulteriori cause e l’azienda ha patteggiato per le spese facendo quindi una piccola ammissione”, una class action,sui “bond argentini dove una sentenza di cassazione generata da una nostra iniziativa dà ragione ai cittadini”.

“Adesso – racconta Pepe – stiamo intraprendendo un’iniziativa nei confronti di Poste che modifica in modo unilaterale le condizioni sugli interessi dei buoni fruttiferi, ed è illegale e un’altra sulla tassa di concessione governativa su telefonia mobile, che anche questa è vietata”.

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