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Cronaca

Prostituzione, sequestrato albergo a Sampierdarena: la titolare indagata per favoreggiamento

Sampierdarena. Nei giorni scorsi è stato sequestrato un albergo di Sampierdarena, gestito da una cittadina romena, nel quale si prostituivano costantemente ragazze di nazionalità straniera.

Il sequestro è il risultato finale di un’indagine, sviluppata dai baschi verdi del I Gruppo della Guardia di Finanza di Genova, che hanno concentrato l’attenzione su fenomeni di prostituzione, esercitata nelle ore notturne anche in zone limitrofe alla caserma del Corpo di Lungomare Canepa.

Gli accertamenti erano stati focalizzati in particolare su due prostitute di nazionalità romena, che, anche con metodi violenti e minacce, erano riuscite ad imporre la propria esclusiva presenza in alcune zone del quartiere, che per posizione e flussi di passaggio, erano ritenute quelle più “proficue” per l’esercizio della prostituzione.

Al riguardo, le indagini eseguite con la Questura di Genova, avevano portato all’emissione di un provvedimento di espulsione nei confronti delle due straniere, considerate “socialmente pericolose”.

La prosecuzione degli accertamenti ha portato poi a individuare il luogo in cui materialmente si svolgeva l’attività di prostituzione, cioè l’albergo dove venivano portati i clienti, una volta adescati.

Gli appostamenti eseguiti, l’acquisizione di informazioni dalle persone coinvolte nel rapporto mercenario, il rilevamento dei dati relativi alle persone alloggiate nell’albergo, effettuati in collaborazione con personale della locale Questura, ed altri approfondimenti investigativi hanno consentito di delineare con precisione che l’albergo era effettivamente utilizzato, abitualmente e in via continuativa, da donne dedite alla prostituzione, con la consapevolezza e il “benestare” della titolare dell’esercizio pubblico.

Il quadro investigativo rapportato all’Autorità Giudiziaria, ha condotto quest’ultima a disporre il sequestro dell’albergo, perseguendo per favoreggiamento della prostituzione la titolare dell’esercizio pubblico. Il controllo dell’albergo ha permesso anche di rilevare l’installazione di un dispositivo di “videosorveglianza” interno, in violazione alla normativa del “Codice della Privacy”, nonché difformità afferenti la classificazione catastale dell’esercizio commerciale.