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Pista ciclabile a Caperana, lavori rinviati per i debiti del Comune

Chiavari. L’assessore ai Servizi Tecnologici Sandro Garibaldi interviene sulla scelta di rinviare momentaneamente i lavori della pista ciclabile di Caperana.

“Premettendo che la realizzazione della pista ciclabile di Caperana è solamente rinviata e non cancellata, come abbiamo già spiegato, ci troviamo giocoforza a dover rinviare la realizzazione della pista per l’ammontare molto ampio dei debiti che il Comune ha per via della gestione dell’Amministrazione precedente. Infatti ad oggi siamo con una situazione per cui, come ha dimostrato lo studio di quest’estate della società Pkf, una delle società di revisione più importanti al mondo: il Comune, purché da parte dell’opposizione venga ancora sbandierato che risulta virtuoso, si trova con 9,5 milioni di debiti in spesa corrente e circa 34 in conto capitale, a fronte di una disponibilità bancaria di circa 28 milioni”.

Una situazione tutt’altro che nota che comporta 25 milioni di debiti totali per il Comune.

“Questa situazione, diversamente da quanto dichiarato dai Consiglieri comunali Valeria Leoni, Silvia Garibaldi e Roberto Rombolini, non era nota, ma è stata per l’appunto riscontrata nel luglio scorso proprio dalla Pkf. Ciò vuol dire che, a conti fatti, il Comune è indebitato per quasi 25 milioni”.

A generare questo debito è stata la scelta di coprire i lavori con l’eventuale, ma non certa, vendita della Colonia Fara.

“I lavori pubblici realizzati in città o progettati, venivano coperti finanziariamente con l’eventuale futura alienazione della Colonia Fara. Vendita che non si è raggiunta fino ad oggi per via di un ricorso al Tar che per molto tempo è rimasto pendente e che è stato dovuto alla litigiosità d’impostazione proprio della precedente Amministrazione e che oggi ha visto la società vincitrice dell’asta di vendita, richiedere indietro i 400 mila euro di fideiussione, atto che secondo i nostri legali equivale a una rinuncia e per questo abbiamo iniziato il procedimento di indizione di una nuova gara”.

Una situazione che ha comportato circa 9,5 milioni di debiti per fatture non saldate. “Questo aspetto è importante proprio perché, come è noto, la vendita della Fara non è mai avvenuta e per questo, pur che si dichiari che questi lavori avevano una copertura finanziaria, tale copertura era solamente sulla carta. A fare le spese di questa situazione, oltre, ovviamente, all’intera città, sono circa 55 ditte del territorio, di cui oltre il 30% chiavaresi, con più di 500 dipendenti, che ad oggi si vedono non saldate fatture di lavori che hanno realizzato perché fiduciosi nei confronti del Comune. Fiducia che è venuta meno perché, con le scelte della precedente Amministrazione, è venuta meno anche la credibilità del Comune di Chiavari verso fornitori e ditte private che vi si relazionano”.

La scelta di rinviare i lavori della pista ciclabile di Caperana, risulta quindi un atto di responsabilità dell’attuale Amministrazione. “Vista questa situazione, abbiamo consciamente scelto di non realizzare temporaneamente dei lavori per circa 500mila euro che, vista la mancata alienazione della Colonia Fara, avrebbero comportato un ulteriore debito per il Comune che si sarebbe sommato ai 9,5 milioni di fatture ad oggi non saldate. Se avessimo proseguito i lavori, avremmo gravato pesantemente su un’ulteriore ditta privata e di conseguenza anche sull’occupazione che essa garantisce nel comprensorio”.