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Pallanuoto, World League a Savona. Il c.t. Alessandro Campagna: “L’obiettivo di fondo è Rio 2016”

Alessandro Campagna

Savona. Sono trascorsi due mesi e mezzo dal 12 agosto, giorno in cui il Settebello affrontò la Croazia per la medaglia d’oro olimpica. Gli azzurri tornarono a casa con un prestigioso argento, dopo un’esaltante cavalcata.

Domani sera, alle ore 20, la nazionale italiana tornerà in acqua per una partita ufficiale. Lo farà a Savona, nella piscina Zanelli, per il primo impegno di World League, contro la Russia.

Stesso allenatore e buona parte della squadra invariata ma, di fatto, è come un nuovo ciclo che si apre. L’Italia ambisce a restare nell’elite mondiale di questa disciplina. “La competitività a livello internazionale è altissima – dichiara il commissario tecnico Alessandro Campagna -. Noi abbiamo formato una squadra che sta nel vertice della pallanuoto mondiale da diverso tempo. Le Olimpiadi di Londra hanno lasciato un segno estremamente positivo, al di là della medaglia d’argento. Certo, c’è un po’ di rammarico che si deve trasformare in rabbia positiva per le prossime stagioni”.

“C’è un obiettivo strategico di fondo, quello programmatico, di preparare una squadra forte in funzione di Rio de Janeiro – spiega Campagna -. Ogni anno ci saranno delle tappe intermedie importanti, come i Mondiali di quest’anno, gli Europei del 2014, i Mondiali del 2015 e la World League, che sono tutte partite di livello internazionale necessarie a far crescere il gruppo. Inoltre c’è l’inserimento di alcuni giovani che devono dimostrarmi di valere la nazionale italiana. E’ giusto dare loro spazio soprattutto all’inizio del quadriennio, poi si faranno i consuntivi per cercare di preparare la squadra forte nel 2016”.

Tra i nuovi atleti nel giro azzurro c’è il savonese Luca Damonte. “Verrà provato in questi giorni, è un mancino e ce ne sono pochi. Come lui ho chiamato altri tre o quattro giovani, oltre ad altri quattro o cinque che fanno parte della squadra Under 18 che sta lavorando per il Mondiale di categoria a dicembre in Australia. E poi non dimentico i giocatori di una certa esperienza e di grande caratura che possono dare il loro aiuto”.

“Adesso è impensabile di poter fare un cambio generazionale in blocco con la competitività che c’è. E poi i nostri giocatori più bravi hanno ancora 28, 29, 30 anni e possono dare tanto. Però è anche vero che bisogna dare spazio ai giovani. A fine novembre e nelle varie tappe di World League – conclude – ne proverò altri, per valutare in quali condizioni sono”.