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Palazzo Ducale, alla filosofa ungherese Agnes Heller il premio Promo Levi 2012

Genova. Questo pomeriggio a Palazzo Ducale, Ágnes Heller, personaggio simbolo della cultura ungherese e del pensiero filosofico contemporaneo, ha ricevuto il Premio Internazionale Primo Levi 2012. La cerimonia si è svolta nella Sala del Maggior Consiglio, alla presenza di Marco Doria, primo cittadino di Genova, di Salvatore Veca, docente di Filosofia politica e presidente della Fondazione “Giangiacomo Feltrinelli”, di Laura Boella, docente di Filosofia Morale presso l’Università degli Studi di Milano e di Piero Dello Strologo, presidente del Centro Culturale Primo Levi.

Il Premio Internazionale Primo Levi, istituito nel 1992, onora coloro che, con il proprio impegno morale, spirituale e civile, hanno contribuito alla pace ed alla giustizia per un mondo libero da pregiudizi, razzismo ed intolleranza, con ciò ponendosi nel solco dell’insegnamento testimoniato da Primo Levi nel corso della sua vita e con le sue opere.
Quest’anno il Centro Culturale ha scelto di consegnare la propria onorificenza ad Ágnes Heller in quanto intellettuale libera e coraggiosa dia fronte al Potere, da sempre impegnata a ricordarci che la democrazia deve essere difesa e insegnata giorno per giorno perché il suo edificio non ha fondamenta.
Tra i premiati delle scorse edizioni, si segnalano: Elie Wiesel, Willy Brandt, Hans Jorghen Holst, Lea Rabin, Shimon Peres, Carlo Azeglio Ciampi, Carla Del Ponte, Nadine Gordimer, Andrea Riccardi, Simone Weil.

“La consegna del Premio rappresenta ogni anno un momento di grande importanza per la nostra associazione e per l’intera città di Genova” – sottolinea Piero Dello Strologo – “in cui il premiato viene invitato a rendere un discorso pubblico alla città in una cerimonia cui sempre partecipano alte autorità nazionali e cittadine, oltre a personalità del mondo della cultura e non solo, chiamate a testimoniare l’opera del premiato. “

Nata a Budapest, sfuggita adolescente alle deportazioni naziste, Ágnes Heller diviene allieva e amica del filosofo György Lukács, condividendone i tormentati rapporti con il Partito comunista in quanto esponente di quella corrente di dissenso che a partire dal 1956 viene progressivamente emarginata e poi messa a tacere. Riammessa nel 1963, crea con altri giovani filosofi la “Scuola di Budapest” con cui si afferma la necessità di tornare alle radici del marxismo. Alla fine del 1973 viene nuovamente espulsa dall’Accademia e il Partito comunista ungherese bandisce la Scuola di Budapest.

Nel 1977 riesce infine a lasciare l’Ungheria insieme al marito Ferenc Féher, trasferendosi in Australia, dove insegna Sociologia alla Trobe University e poi a New York, dove assume alla New School la cattedra che era stata di Hanna Arendt. Nel 1989, dopo la caduta del regime comunista, ritorna in Ungheria, dove riprende l’insegnamento. Nel 2010, però, quando salgono al potere il partito Fidetz e quello razzista Jobbic, di fronte al riemergere di tentazioni xenofobe e nazionaliste, Ágnes Heller riprende a contrastare il governo in quanto autore di una nuova Costituzione che mina le fondamenta dello stato democratico.

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