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Municipio e lavoratori in piazza contro la chiusura di Fnac, Leoncini: “Politica economica inaccettabile”

Genova. Assemblea di municipio in piazza questo pomeriggio davanti al negozio Fnac di via XX Settembre. Lavoratori, consiglieri municipali, sindacati e associazioni di categoria si sono dati appuntamento nell’adiacente via Cesarea per una seduta monotematica dedicata alla questione Fnac, che vede a rischio 60 posti di lavoro a Genova e 600 in tutta italia. Con striscioni, cartelli e magliette, tutti in piazza per chiedere spiegazioni alla multinazionale Ppr, proprietaria di Fnac Italia, sulla scelta di cedere il marchio per dedicarsi esclusivamente al settore del lusso.

“Pensiamo che il compito del municipio – dice il presidente del municipio Centro-Est Simone Leoncini – sia star vicino ai lavoratori che subiscono una situazione di crisi. In questo caso Fnac a Genova occupa circa 70 persone, con una ricaduta però anche sulla rete del commercio”.

“La multinazionale Ppr, che è capitanata dal multimiliardario Pinault vuole disfarsi di Fnac Italia non perché Fnac non vada bene o abbia prodotti obsoleti – dice Leoncini – ma perché pensa che sia più redditizio investire nelle multinazionali del lusso. Noi pensiamo che i municipi, i sindacati, i civ, le associazioni del commercio e le istituzioni debbano stringersi intorno ai lavoratori ed evitare che in tempi di crisi si perda un’altra risorsa per il territorio”.

Dopo il caso della Centrale del latte di Fegino e quello della Lincoln Eletric ancora una volta Genova si trova impotente di fronte alle multinazionali che arrivano sul territorio e poi se ne vanno lasciandolo più povero: “Le multinazionali hanno deciso di farsi unicamente gli affari loro, di non guardare al territorio e nemmeno ai fatturati ma di andare a investire dove meglio gli comoda. E’ una politica economica inaccettabile”.

Continua a persistere una totale incertezza sul futuro dei nostri 600 posti di lavoro a livello italiano – dice Silvia Alì lavoratrice Fnac – visto che da parte dei vertici dell’azienda e del gruppo Ppr non abbiamo avuto nessun tipo di riscontro, nonostante la forte azione di sciopero che ha visto il 5 ottobre la chiusura di tutti e 8 i punti vendita italiani”.

Se manca il confronto con l’azienda, quello che non è mancato ai lavoratori è la solidarietà della città: “Ha preso parola in nostro favore l’assessore regionale Enrico Vesco e anche l’assessore comunale Francesco Oddone. La vicinanza delle istituzioni locali non fa altro che confermare anche la vicinanza della città e dei nostri clienti che non è mai venuta meno, né nei giorni dell’alluvione, che per noi sono stati assolutamente tragici, né in questo momento di incertezza per il nostro futuro lavorativo”.

Per i lavoratori Fnac prosegue a oltranza lo stato di agitazione “finché non avremo delle risposte su quelle che sono le concrete prospettive occupazionali per tutti i 600 dipendenti di Fnac Italia” spiega Alì, che aggiunge: “Quello che a noi preme sottolineare è quella che viene chiamata responsabilità sociale d’impresa. Siamo assolutamente convinti che gli imprenditori che investono nel nostro Paese abbiano nei confronti dei lavoratori e del Paese in cui vengono a investire anche delle responsabilità”.