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Liguria: burocrazia e costi eccessivi, poche domande per la sanatoria degli stranieri per l’emersione dal lavoro irregolare

Liguria. Mancano solo due giorni alla scadenza del termine ultimo del 15 ottobre per l’avvio della procedura di emersione del lavoro irregolare e Cgil, Arci e Acli Liguria confermano le critiche rispetto ad una procedura che, a causa della eccessiva complessità, ha di fatto annullato gli effetti positivi che la regolarizzazione avrebbe prodotto.

In data 5 ottobre l’Avvocatura di Stato ha recepito parzialmente le richieste da avanzate dalle sigle sindacali, estendendo la casistica degli organismi titolati a certificare la presenza in Italia degli stranieri alla data del 31 dicembre 2011, ma questo parere arriva tardi.

“Gli eccessivi costi, le difficoltà nella dimostrazione della presenza in Italia, gli alti redditi richiesti ai datori di lavoro e il ritardo da parte del Ministero nel fornire i dovuti chiarimenti, hanno impedito a tanti lavoratori e lavoratrici di uscire dalla irregolarità e dalla clandestinità” spiegano gli esponenti sindacali.

Prova ne è il basso numero di procedure che gli sportelli hanno potuto, al momento, avviare; dati che contrastano con l’elevato numero di persone che, ancor prima del periodo previsto, si sono rivolte agli uffici con la speranza di regolarizzare la loro posizione.

“Auspichiamo – osservano Cgili, Arci e Acli – un ripensamento da parte del Ministero per lo meno rispetto ad una proroga dei termini utili per la presentazione della domanda e ad un abbassamento del reddito richiesto al datore di lavoro, per dare la possibilità a chi si è già rassegnato a rimanere irregolare, di poter fruire della regolarizzazione stessa”.