La protesta di Sergio Picone contro la Dufour al Salone Nautico di Genova: “Ancora senza barca e senza soldi” - Genova 24
Cronaca

La protesta di Sergio Picone contro la Dufour al Salone Nautico di Genova: “Ancora senza barca e senza soldi”

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Genova. Ormai da anni protesta anche al Salone Nautico di Genova contro i cantieri Dufour. Parliamo dell’imprenditore siciliano Sergio Picone, che dopo aver speso 360 mila euro per acquistare un Dufour di 15 metri, a distanza di oltre dieci anni si ritrova senza soldi e senza barca.

Il fatto risale al 1999, quando Picone decise di acquistare una barca a vela da 50 piedi. “Ho comprato la barca, ma la Dufour mi ha telefonato dicendo che aveva dimenticato di costruirla e che se volevo potevo recarmi in Spagna per prenderne una del tutto uguale, con la differenza di soli 15 mila euro – spiega – Loro mi hanno garantito che la barca era nuova, ma nel viaggio dalla Spagna all’Italia ho avuto mille problemi e poi è venuto fuori che l’imbarcazione non avrebbe potuto navigare perché pericolosa”.

Ancora una volta, l’imprenditore siciliano racconta la sua storia e lo fa mettendo in atto una protesta pacifica e non potendosi avvicinare troppo allo stand della Dufour perché colpito da un provvedimento restrittivo.

“Quando ho scoperto che la barca non poteva navigare l’ho rilasciata alla Dufour e ho chiesto indietro i soldi e la barca precedente. Con raccomandata, però, mi hanno risposto che la barca in mio possesso era assolutamente nuova e che se avessi firmato il leasing, loro avrebbero provvedono immediatamente a fare tutte le sistemazioni necessarie – racconta ancora Picone – quindi ho firmato e mi sono trovato a pagare le rate, ma la Dufour è sparita”.

Da qui l’Inizio di una causa interminabile. “Ho pagato altri due anni di rate, poi ho smesso perché avevo già dato l’acconto, la mia barca in permuta e pagato due anni. A quel punto la società di leasing mi ha fatto sequestrare altri 130 mila euro dal mio conto corrente in Francia, poi in Italia ha detto al giudice che non volevo la barca quindi l’hanno riportata in Francia rivendendola al doppio della fattura originale”.

“Un processo è iniziato a Genova, ma poi lo hanno spostato per competenza a Sanremo, dove il giudice ha sentenziato che un consumatore non può fare causa al cantiere perché non ha formalmente la proprietà della barca, che invece è della società di leasing – conclude Picone – Ma non può fare causa neanche a quest’ultima, anche se ha pagato più dell’importo dovuto, perché questa non si occupa del bene e della qualità della barca. Non posso fare causa neppure all’importatore perché è la Dufour che ha dimenticato di costruire la barca”. Insomma, una vera epopea.

Picone ha quindi fatto appello, la cui data è fissata alle ore 9 del 13 ottobre del 2016.