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Cronaca

La lotta degli studenti genovesi: manifesti sui muri dell’Ufficio scolastico regionale, lunedì assemblea

Genova. “Questa notte noi dell’ UdS Genova abbiamo voluto lanciare un segnale chiaro all’Ufficio scolastico regionale (attaccando sul palazzo sede dell’ufficio numerosi manifesti sulla situazione della scuola pubblica, contro il progetto di legge Aprea e contro l’aumento di orario dei docenti), distaccamento sul territorio del MIUR”, spiega l’Unione Studenti e studentesse di Genova.

Un segnale che gli studenti mandano al ministro Profumo e al Governo di assoluta contestazione alle politiche scolastiche previste dal pdl Aprea, dalla legge di stabilità, dal ddl sul merito e da molte altre proposte di questo esecutivo, in assoluta continuità con il ministero Gelmini ed i suoi predecessori. Un’iniziativa che rientra nella tre giorni (24-25-26 ottobre) di mobilitazione lanciata dagli studenti in tutta Italia

“Noi non ci faremo tagliare sempre più fondi senza dire una parola. L’istruzione pubblica sta vivendo una situazione catastrofica, per via delle ultime riforme attuate dal Governo. Vogliamo denunciare una progressiva trasformazione classista di un sistema scolastico pubblico e l’intenzione di dequalificarlo sempre più fino a rendere appetibile a livello di massa l’istruzione privata”, spiegano.

“I diritti da noi conquistati dopo anni di lotta ci vengono progressivamente negati, l’introduzione del PdL Aprea, in continuità con la riforma Gelmini, avrà ripercussioni disastrose sul piano di offerta formativa di ogni scuola. Qualsiasi tipo di rappresentanza studentesca sarà annullata attraverso l’eliminazione degli articoli del testo unico sulla scuola che garantiscono la presenza della componente degli studenti presente nel Consiglio d’Istituto e con lo specchietto per le allodole della ‘autonomia scolastica’. Con l’entrata a far parte del nuovo consiglio dell’autonomia di privati esterni la scuola viene di fatto ad assumere le caratteristiche di un’azienda dove gli studenti non sono più soggetti da formare ma oggetti da sfruttare su cui realizzare il massimo profitto”.
Inoltre nella legge di stabilità è previsto l’aumento di un terzo dell’orario di lavoro dei docenti a parità di stipendio. “Questo completerebbe il progetto politico di distruzione della scuola pubblica. La qualità della didattica ne sarebbe irrimediabilmente compromessa e ad innumerevoli precari non verrebbe rinnovato il contratto, come volevasi dimostrare il ‘concorsone’ lanciato da profumo non è altro che una truffa, un’operazione mediatica. Infine ci fa veramente rabbia vedere come dopo anni in cui siamo stati costretti a subire tagli al welfare studentesco, alle ore di lezione, ai corsi di recupero, costretti ad assistere alle nostre scuole che ci crollano materialmente in testa, continuiamo a vedere fondi, quest’anno 420milioni stanziati per le scuole private( ma d’altronde come poteva il premier Mario Monti a disattendere le sensazionalistiche promesse lanciate al meeting di comunione liberazione?!)”, concludono.

Lunedì prossimo, 29 ottobre, una grande assemblea di studenti e di professori autoconvocati si riunirà al cap di via Albertazzi alle 15 30 per discutere le prossime mobilitazioni per fermare queste norme sulla scuola.