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Inchiesta alluvione, il gip: “Fereggiano esondò alle 12.53, in carte Comune dati falsi”

Genova. Non solo ha dichiarato il falso nei confronti di un volontario inviato a presidiare il torrente in piena. Il falso lo ha anche scritto nero su bianco sulle carte del Comune: per questo e’ scattata la misura della custodia cautelare per Sandro Gambelli, il dirigente del settore della Protezione Civile e della pubblica incolumita’ del Comune di Genova, agli arresti domiciliari con le accuse di falso e calunnia in concorso nell’ambito dell’inchiesta-stralcio condotta dalla Procura sull’esondazione del rio Fereggiano che provoco’ l’alluvione del 4 novembre 2011 a Genova.

Secondo l’indagine (uno stralcio della piu’ vasta inchiesta, ancora in corso, sull’alluvione che provoco’ 6 morti), alcuni documenti sono stati falsificati per giustificare una “limitata
capacita’ d’intervento”. Nell’ordinanza del gip, Annalisa Giacalone, viene messa in evidenza “una clamorosa discrasia tra gli accadimenti reali, come sentito da testimoni e dalle immagini acquisite, e quanto rappresentato in alcuni atti trasmessi alla Procura dal Comune di Genova”.

Scrive il gip: nei bollettini ‘taroccati’, “il livello del rio Fereggiano alle 12 del 4 novembre 2011 e’ indicato come al di sotto della linea gialla (quella di attenzione, ndr), mentre
le precipitazioni vengono indicate come ‘intense’ (e non come nubifragio)”. Per il gip tutto cio’ “contrasta con la situazione emersa dalle testimonianze e dai filmati, da cui risulta che alle 12 il livello del rio Fereggiano era gia’ gravemente allarmante, oltre il colore rosso”. “Inoltre nel verbale – afferma il giudice – viene rappresentato un altro dato fuorviante, oltre che oggettivamente falso”: l’esondazione viene collocata ‘dopo pochi minuti’ rispetto alla segnalazione delle 12. Una affermazione “falsa”: “non e’ solo il dato relativo alla situazione del rio Fereggiano alle ore 12 a essere falso, ma anche quello dell’orario in cui si dichiara essere avvenuta l’onda di piena, le 12:15”.

Il Gip scrive nella sua ordinanza che, “sulla base di testimonianze univoche di cittadini che hanno vissuto personalmente gli eventi, e’ possibile collocare l’inizio dell’esondazione massiva alle 12:53”. Vi e’ dunque una discrepanza di oltre mezz’ora tra i dati contenuti nei verbali e quello emerso dall’indagine.