Cronaca

Inchiesta alluvione, continua l’interrogatorio per Scidone. Delponte: “Nessuna pressione sul verbale falso”

Genova. E’ tutt’ora in corso l’interrogatorio dell’ex assessore alla Sicurezza di Genova Francesco Scidone. Ad ascoltarlo il pm Luca Scorza Azzarà, dopo che l’esponente politico era già stato ascoltato per alcune ore durante la mattinata.

A Scidone, che gerarchicamente comandava tutta la struttura della Protezione civile che gestì l’alluvione del 4 novembre 2011, sono contestati gli stessi reati per i quali sono stati arrestati nei giorni scorsi tre funzionari del Comune: Pierpaolo Cha, Gianfranco Delponte e Sandro Gambelli. Secondo la procura i tre avrebbero falsificato i verbali alterando le tempistiche degli eventi meteorologici che causarono l’esondazione del rio Fereggiano.

Tutto questo mentre la procura ha acquisito un filmato girato da Telenord al Matitone alle ore 18 del 4 novembre. Si tratta di un’intervista al dirigente della Protezione civile del Comune Sandro Gambelli. Il video coglierebbe in contraddizione il funzionario: Gambelli ha infatti raccontato agli inquirente di essere andato a spalare fango per le strade e di aver fatto ritorno negli uffici solo a tarda sera. Proprio per questo non avrebbe potuto fabbricare il verbale ritenuto falso.

Si sono intanto conclusi gli interrogatori di garanzia di Cha e Delponte. Il primo ha sostenuto davanti al gip Annalisa Giacalone di aver avuto “compiti amministrativi nella Protezione civile” e di non aver avuto “alcun motivo di esporsi a una situazione del genere”.

Il legale di Delponte, Romano Raimondo, ha invece assicurato che il suo assistito “rimane tranquillo perché non ha commesso alcun reato”. “Ha chiarito la sua posizione – ha proseguito – rispetto al presunto verbale falso. Ora chiediamo la revoca degli arresti domiciliari. Delponte non ha fatto alcuna pressione perché fossero inseriti dati non veri”.

Delponte avrebbe poi affermato di essersi limitato a sollecitare la redazione del verbale. Ha inoltre negato di aver subito pressioni da parte di personalità politiche perché non aveva competenze tecniche dirette per provvedimenti relativi all’alluvione.