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Inchiesta alluvione, Clini: “Come in tutta Italia, non sono chiare le linee della catena di comando”

Genova. Il ministro dell’Ambiente, Corrardo Clini, è arrivato puntualissimo al convegno organizzato dalla Cgil sulla sicurezza del territorio e il rischio idrogeologico. Sull’attuale inchiesta dell’alluvione, l’esponente del Governo è stato chiaro e netto. “Vediamo lo spaccato di una situazione in cui le linee della catena di comando appaiono molto confuse e piene di contraddizioni – ha dichiarato – Non è una novità, purtroppo, e non è solo una condizione genovese”.

Il ministro Clini ha parlato anche del terremoto. “L’Italia ha un territorio vulnerabile. Per questo deve assumere come scenario di rischio quello peggiore, e pensare che i danni successivi all’evento costano molto di più della prevenzione”. Lo ha detto in seguito alla sentenza sui componenti della commissione Grandi rischi, in cui tra gli altri è stato condannato il sismologo genovese Claudio Eva.

“Non sono gli scienziati che devono dire al Governo cosa deve fare, ma devono dire cosa può succedere. Il tema centrale è quale sia il rapporto tra le commissioni di consulenza e il livello delle decisioni – ha proseguito – Dobbiamo assicurare alle commissioni, che esprimono il loro parere, la libertà di poterlo fare, assumendoci la responsabilità delle decisioni che dobbiamo prendere. Purtroppo l’Italia sta soffrendo di una estensione delle supplenze. Ci sono i magistrati che fanno supplenza alla politica, gli scienziati che fanno supplenza alla politica. Tutti supplenti e invece bisogna riportare la situazione a una logica ordinata, garantendo a chi ha funzioni di consulenza scientifica di farlo liberamente”.

Per quanto riguarda l’Ilva. “Stiamo affrontando con prudenza e determinazione la vicenda e ora speriamo che l’azienda accetti le prescrizioni indicate e che questo garantisca la continuità dell’attività produttiva in presenza della sicurezza ambientale”.

Infine, sulle grandi opere di Genova, come la Gronda e lo scolmatore, il ministro ha parlato di una possibile e auspicabile apertura ai privati.