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Ilva, il sindaco Doria: “Tutelare la salute ma anche il lavoro, Genova non può rinunciare all’acciaio”

Genova. Sono giorni di forte apprensione sul futuro dello stabilimento Ilva di Genova Cornigliano, che come quelli di Novi Ligure e Racconigi, vive dell’acciaio che si produce a Taranto.

Sulla questione è intervenuto questa mattina il sindaco di Genova Marco Doria, mentre lavoratori e sindacati hanno proclamato 24 ore di sciopero per la giornata di domani.

“Tocca alla politica – ha detto Doria – al Governo e alle istituzioni, trovare una soluzione che contempli la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini tarantini e la tutela dell’occupazione e del lavoro, ovvero la tutela di un settore industriale, quello dell’acciaio a cui Genova non può assolutamente rinunciare”.

“Affrontare il problema dell’Ilva di Taranto in modo unilaterale crea solo disagi – dice Doria – chiudere Taranto
significa impedire un processo serio di risanamento dell’impianto. A Taranto i giudici difendono un diritto, quello
alla salute, e adottano provvedimenti volti a tutelare questo diritto. Il diritto alla salute è però, a Taranto e in tutto il Paese, uno degli aspetti che il caso Ilva mette in evidenza. Ne esistono altri, primo fra tutti il problema del lavoro”.

Chiudere Taranto per Doria significa impedire un processo serio di risanamento, “si creerebbe un’area industriale dismessa e non risanata, con un ambiente martoriato e una perdita di posti di lavoro. Questo lo dico pensando a Taranto ma anche alla mia città dove tanti cittadini hanno conosciuto processi analoghi, risolti perchè si è cercato di tenere insieme la salute dei cittadini e la tutela dei posti di lavoro”.