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Hockey prato, Serie B: termina in parità il derby tra Genova 1980 e Cus

Genova. Prima partita sul nuovo manto di gioco ad acqua del Lagaccio. Lavori iniziati tardi, proseguiti frettolosamente e conclusi peggio, con molte opere incompiute. Il risultato, purtroppo, dopo tanta attesa e tanta spesa, è lontano da quello che tutti speravano e che la Genova hockeista sentiva di meritare. Pur sempre “meglio di prima”, d’accordo: ma, considerando quello che c’era prima, è consolazione davvero magra.

Si gioca senza Mirko Barrera. La storica bandiera del Cus Genova, dopo 20 anni di militanza cussina, voleva tornare al Genova 1980 dove aveva già giocato nella stagione 2010/11, ma il trasferimento è stato negato dal Cus e si è dovuti ricorrere allo svincolo oneroso: il transfer non è arrivato in tempo.

Barrera, come riportato dal sito del Genova 1980, ha confidato, amaro: “Non mi aspettavo proprio, dopo tutto quello che ho fatto per il Cus, di essere trattato in questo modo. Io, in 20 anni di Cus, andavo a giocare anche zoppo, chiedevo permessi e mi facevo viaggi in treno quando facevo il militare alla Spezia. Dopo un anno di stop, volevo riprendere a giocare a hockey. E volevo farlo con i miei amici del Cus Genova di allora, che adesso sono tutti al Genova 1980. Tutto potevo aspettarmi in risposta, tranne di dovermi pagare il cartellino. Che tristezza, e che delusione”.

Gli arbitri designati erano Laureana e Zunino, ma il savonese è rimasto bloccato a casa. Il regolamento, in questo caso, dice che si deve giocare con un arbitro e due guardalinee: i dirigenti delle due società. Arbitra, così, soltanto Laureana, cui vanno complimenti, non di circostanza, per la conduzione attenta e abbastanza precisa. Da soli, non è mai facile.

Finalmente si inizia a giocare e l’avvio è pimpante, con le due squadre figlie della preparazione che hanno scelto nel mese di settembre, con il campo chiuso per lavori. I cussini, dopo un mese di “gpm”, tutta corsa e grinta; gli “ottantini”, dopo un mese di Carlini (dove la palla salta più che al Lagaccio), tutto hockey e giocate. Un primo tempo equilibrato, con due corti per parte, ma portieri per lo più inoperosi: un tiro di Ardini, intercettato da Bertone in uscita, e uno di Franza sugli sviluppi di un corto, ma è mancata l’intesa con Grioli.

Nella ripresa, complici anche gli infortuni ad Ascione, Grioli e Alessandro Scopesi, e complice anche l’età media lievemente diversa (Cus Genova 22 anni e 2 mesi; Genova 1980 35 anni e 7 mesi), il Genova 1980 cala decisamente. Negli ultimi venti minuti c’è solo Cus, con un’azione dopo l’altra, sciorinando il suo gioco in velocità: gioco che è adattissimo al contropiede, meno alla costruzione. Infatti, nella velocità (tanta) e nel disordine (non meno), non è che le occasioni siano numerose, tutt’altro: tanti corti (quello sì), ma non ci sono tiratori, e pericoli veri Bertone non ne corre, fatta eccezione per una conclusione di Danese (tra i migliori in casa Cus) e due di Gavazzo, davvero, e come sempre, l’unico a saper creare scompiglio anche in difese ordinate ed esperte come quelle del Genova 1980.

A sbloccare il risultato, però, è inaspettatamente il Genova 1980, con una delle rare azioni offensive della ripresa. L’azione parte dalla fascia destra e si conclude a sinistra, come nell’abc dell’hockey: Riva serve centralmente Rainone, che si accorge di Franza che sta sopraggiungendo da dietro, lo serve, questi raccoglie la palla, la controlla e lascia partire una bordata che si infila nell’incrocio dei pali alla destra dell’incolpevole Toscano, che non può nulla. Franza e Toscano sono grandi amici, sono arrivati al campo insieme sulla macchina del “ragioniere”, e si abbracceranno a fine partita. “Un gol così non lo farò mai più”, ha scherzato Franza. “Era imprendibile”, ha confermato Toscano.

Il Cus non ci sta, riprende ad attaccare con foga, ottiene altri corner corti, senza mai impensierire Bertone. Ma, a cinque minuti dalla fine, quando ormai sembrava fatta, proprio come sette giorni prima a Savona, Gatto e soci vengono beffati in modo quasi fantozziano. Ennesimo corner corto per il Cus, Luca Zero tira ma scivola e, cadendo, non riesce ad indirizzare la pallina verso la porta. La direzione della palla è fuori di almeno cinque metri, quasi verso la bandierina. La sfera colpisce su un piede Franza, che tutto si aspettava tranne che la palla finisse in quella zona, e carambola in porta, spiazzando Bertone. E’ il gol del pareggio. E anche questa volta il Genova 1980 viene beffato nel finale: finisce 1 a 1.

“Abbiamo fatto una grande partita – afferma Riva -, sfruttando il nostro potenziale al massimo. Nel primo tempo abbiamo avuto più occasioni noi di loro, nella ripresa abbiamo subito troppo. Il risultato ci sta, ma c’è rammarico perché potevamo avere 6 punti e invece ne abbiamo soltanto 2. Ma l’inizio del campionato è stato buono, la rosa è valida e dalla prossima partita dovrebbe finalmente essere completa”.

Dopo due giornate, il Genova 1980 al terzo posto, davanti a tutte le altre liguri, e alle spalle soltanto delle due squadre toscane che marciano a 6 punti. Nulla da fare, infatti, per l’HC Genova: i gialloblu sono stati battuti a domicilio dal Cus Pisa in quella che era il loro debutto dopo il riposo nel turno inaugurale.

I risultati della 2ª giornata:
Genova Hockey 1980 – Cus Genova 1 – 1
HC Pistoia – HC Liguria 3 – 1
HC Genova – Cus Pisa 0 – 2
ha riposato: HC Savona

La classifica:
1° Cus Pisa 6
1° HC Pistoia 6
3° Genova Hockey 1980 2
4° HC Liguria 1
4° Cus Genova 1
6° HC Genova 0
6° HC Savona 0
HC Genova e HC Savona hanno giocato una partita in meno.

Gli inconntri della 3ª giornata, in programma domenica 21 ottobre:
Cus Genova – HC Savona
HC Genova – HC Pistoia
HC Liguria – Cus Pisa
riposa: Genova Hockey 1980