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Genoa-Siena: i rossoblù se la cavano con una multa, a Sculli un mese di squalifica

Genova. Dopo mille discussioni, brutte figure, proclami di innocenza e richieste di sanzioni pesantissime, si è finalmente arrivati alle ultime battute della telenovela legata a Genoa-Siena dello scorso campionato. Parliamo della partita tristemente famosa per lo spogliarello dei giocatori, giocatori costretti a togliersi la maglietta per placare la rabbia dei tifosi.

Il procuratore federale Stefano Palazzi nei giorni scorsi aveva chiesto una nuova pioggia di sanzioni: un mese d’inibizione con multa di 100mila euro per il presidente rossoblù Enrico Preziosi e 15 giorni di inibizione per Francesco Salucci; 30mila euro di multa a testa per i vari Sebastien Frey, Andreas Granqvist, Marco Rossi, Rodrigo Palacio, Giandomenico Mesto, Cesare Bovo, Juraj Kucka, Alberto Gilardino, Davide Biondini, Miguel Veloso, Zè Eduardo, Valter Birsa, Kahka Kaladze, Cristobal Jorquera e Luca Antonelli; tre mesi di squalifica per Giuseppe Sculli e 300mila euro di ammenda per la società.

Insomma, tra una cosa e l’altra il Grifone, inibizioni e squalifiche escluse, avrebbe dovuto tirare fuori un gruzzolo vicino al milione di euro. Fortunatamente la Commissione Disciplinare della Figc, presieduta da Sergio Artico, ha optato per pene ben più lievi: 30euro di multa per la società e un mese di squalifica per Sculli. Caduta nel vuoto ogni altra richiesta di Palazzi.

Questo il contenuto del comunicato apparso nel primo pomeriggio sul sito della FIGC: “Dall’esame della documentazione richiamata emerge la totale sovrapponibilità tra i fatti di cui al presente deferimento e quelli portati a conoscenza del Giudice Sportivo, a nulla rilevando, in questa sede, quale sia stato il provvedimento da questi adottato quanto, piuttosto, la circostanza che il Giudice Sportivo abbia avuto tutti gli elementi per valutare ed eventualmente sanzionare i fatti oggi ascritti ai deferiti. All’accoglimento della eccezione consegue l’improcedibilità del deferimento per ne bis in idem”.

In soldoni, il giudice sportivo non può esprimersi una seconda volta su un avvenimento già trattato e sanzionato. Nel caso specifico, all’epoca dei fatti, il Genoa pagò giocando le due gare casalinghe successive a quella con il Siena a porte chiuse.

A pagare il prezzo più caro e Sculli: “Libero lo Sulli di avere le frequentazioni che preferisce e di accettare il rischio delle eventuali conseguenze negative. Quelli descritti configurano, però, comportamenti che violano i principi di lealtà, correttezza e probità che devono improntare i comportamenti dei tesserati e degli atleti nei rapporti comunque riferibili all’attività sportiva. tesserati e degli atleti nei rapporti comunque riferibili all’attività sportiva. Alla affermazione di responsabilità del Sig. Giuseppe Sculli consegue la responsabilità oggettiva della Società Genoa Cricket F.C. S.p.A. ai sensi dell’art.4, comma 2 del CGS”. Staccato l’assegno, il capitolo Genoa-Siena verrà definitivamente archiviato.