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Economia

Ex centrale del latte, l’appello dei grillini ai genovesi: “50 euro l’anno per un modello economico alternativo alle multinazionali”

Genova. “Un progetto che ha l’obiettivo di coinvolgere la comunità dei genovesi nel dare risposte a due problemi: uno la tutela di alcuni dei suoi cittadini, che hanno lavorato in una sua fabbrica storica, che ha un legame culturale con il territorio; l’altro di proporre un modello economico alternativo a quello delle multinazionali che arrivato qui solo per interessi economici e non lasicsno niente sul territorio”. Presenta così il capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio comunale Paolo Putti il progetto ideato dai ‘grillini’ genovesi per i lavoratori della ormai ex Centrale del latte di Fegino.

“Un’idea di chilometri zero tra chi produce e chi consuma” spiega Putti. Il progetto, che coinvolge gli allevatori del genovesato, i lavoratori della centrale del latte e, sopratuttto i cittadini genovesi, prevede l’installazione di 43 nuovi distributori di latte crudo. Gli allevatori potrebbero vendere il latte a circa il 20% in più rispetto al prezzo a cui viene acquistato dalle multinazionali, con un vantaggio economico evidente, quindi”.

Vantaggio anche per i cittadini che vedrebbero moltiplicare i distributori del latte alla spina, che si può acquistare a 1 euro al litro, con un bel risparmio rispetto al latte “di marca”. E indubbio vantaggio per i lavoratori in cassa della centrale del latte che non verranno immediatamente ricollocati (il numero è tra i 19 e i 37 lavoratori), potrebbero integrare il loro reddito (900 euro alla mese di cassa) con circa 400 euro proveniente da una sottoscrizione libera fra i genovesi.

“Il sogno – dice Putti – sarebbe di coinvolgere 15 mila persone che si attivano per quattro anni a una cifra irrisoria. Pensando invece su un dato realistico, si può pensare di coinvolgere circa 5 mila persone, con 50 euro l’anno per quattro anni”. Cifra totale da raggiungere: 1 milione di euro per sostenere il reddito dei lavoratori. Alcuni, circa 9, potranno entrare nella nuova rete distributiva, gli altri potranno attivarsi per una ricollocazione effettiva.

“Dopo essere partiti dalla nostra assemblea e da incontri con i lavoratori e gli allevatori, abbiamo presentato il progetto al sindaco e all’assessore competente. Vogliamo che questo, infatti, non sia un nostro progetto, ma un progetto della città”.