Quantcast
Sport

Daniele Molmenti, campione olimpico di k1 slalom, al 52° Salone Nautico

Genova. Daniele Molmenti ospite oggi della Federazione Italiana Canoa e Kayak al 52° Salone Nautico di Genova. Il campione olimpico, vincitore della medaglia d’oro nel K1 Slalom ai giochi di Londra, si è intrattenuto al Salone con i ragazzi che partecipano alle attività sportive nell’ambito di Navigar m’è dolce e alle 14 si è esibito nella piscina coperta della Federazione Italiana Vela.

Molmenti è costretto ad allenarsi 10 mesi all’anno all’estero perché in Italia non c’è ancora un canale artificiale adatto alla canoa. “Qui da noi conta solo il calcio” ha detto il campione.

“Per il mio sport non c’è una struttura in Italia. Abbiamo solo fiumi naturali. Però la canoa ad alto livello adesso ha bisogno di canali artificiali, come si è visto a Londra. I canali portano turismo, educazione all’acqua e allo sport. Ma in Italia stiamo ancora litigando se fare il primo canale artificiale a Roma o a Milano. E ancora non e’ arrivato niente”.

Molmenti ha spiegato che per allenarsi e’ costretto a stare fuori dall’Italia 10 mesi all’anno. “Mi alleno durante l’inverno in Australia, Sud America e Brasile -. In primavera in giro per l’Europa”.

Il campione friulano Molmenti, che dopo le Olimpiadi si è preso una pausa, tornerà agli allenamenti a partire da novembre. “La cosa positiva è che nel 2013 il Mondiale sarà a settembre, quindi posso cominciare con calma. E’ ovvio che l’obiettivo è Rio 2016. Però sono realista, devo sistemare alcuni problemi fisici e ragionare su una stagione alla volta”.

Per Molmenti, la canoa fa parte degli “sport silenziosi”, uno sport che “in quanto a fatica non siamo minori a nessuno altro sport”. “Ma – ha aggiunto – in Italia esiste solo il calcio. Se guardiamo i risultati, pero’, io rispetto alla nazionale di calcio negli ultimi anni ho vinto Mondiali, Coppa del Mondo, Europei, quindi, posso ‘tirarmela’ più dei calciatori. E’ ovvio che in Italia siamo considerati un po’ meno per la forte cultura calcistica che c’e’, ma e’ colpa di voi giornalisti”.