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Politica

Dai venti ai sessant’anni, dal Pd alla società civile: ecco chi sono i “renziani” sotto la Lanterna

Genova. Sono in buona parte quarantenni, anno più anno meno, ma non mancano i giovanissimi e nemmeno gli over 60 a sottolineare che la volontà di rinnovamento non è solo questione generazionale. I “renziani” genovesi sono al lavoro per organizzare l’arrivo del sindaco di Firenze, che sarà a Genova lunedì sera (appuntamento alle 21 al Teatro della Corte). Questa sera ci sarà il primo tentativo di coordinamento dei comitati, dove si deciderà fra le altre cose chi salirà sul palco a presentare la tappa genovese di Renzi, come ha fatto a Savona il sindaco Federico Berruti.

I comitati intanto nascono e si suddividono come talee, visto che sono sufficienti 10 persone per crearne uno, ma gli iscritti non possono essere più di 50. Così, dopo il primogenito, il comitato “Genova per Matteo Renzi” (coordinato da Gianluca Mambilla) ne è nato uno nel Levante genovese e ne stanno nascendo altri in Valbisagno, Valpolcevera, per non parlare di quelli “tematici”: dalla sanità alla giustizia, dalle piccole imprese al comitato dei lavoratori di Ansaldo Energia, coordinato da Fabio Accorà, candidato del Pd alle elezioni comunali di quest’anno.

Tra i “renziani” i nomi più noti sono quelli dell’ex segretario regionale del Pd Victor Rasetto, dell’ex presidente della Regione Liguria Massimiliano Costa e dell’ex segretario provinciale dei ds Alfonso Pittaluga. C’è l’avvocato Enrico Ivaldi, consigliere comunale nello scorso ciclo amministrativo, Emanuele Piazza, ex responsabile economia nella segreteria del Pd genovese e Luca Romeo, che ha fondato il comitato Nativi democratici per Renzi”, già pronto al ‘livetweet’ della serata di lunedì.

Anzitutto il mondo dei renziani è un mondo del Pd quindi, “perché Renzi non è che sia qualcos’altro rispetto al Pd, è bene ricordarlo sottolinea Sara Di Paolo, vice coordinatrice del comitato ‘Genova per Matteo Renzi’ ma anche responsabile per la formazione della segreteria del pd ligure (e da oggi anche responsabile per le piccole imprese nella neocostituita segreteria genovese di Giovanni Lunardon).

“Le idee di Renzi, checché se ne dica, sono idee di sinistra – precisa Di Paolo – dalla trasparenza della politica ai tagli dei costi della stessa, dal welfare alla democrazia”. Poi ci sono temi che “non sono tradizionalmente del centro-sinistra, come il modello cultura-turismo-sostenibilità, ma che sono temi su cui il Pd in questi anni ha cominciato a lavorare”.

Ma c’è anche tutto un mondo al di fuori del Pd che si sta radunando attorno al sindaco di Firenze, la cosiddetta società civile fatta di giovani e meno giovani, soprattutto professionisti, come l’avvocato genovese Benedetta Staricco o il 21enne Michele Bernardini.

Tenere insieme tutte le anime non sarà facile, perché a differenza delle scorse primarie, i comitati per Renzi sono strutture assolutamente orizzontali, che non sarà facile coordinare e mettere d’accordo, ma è proprio questa la vera sfida: “Quello che ho apprezzato di più in Renzi – spiega Di Paolo – fin dall’inizio è il suo coraggio, il coraggio di mettersi in gioco con la propria faccia, a dispetto degli attacchi che gli stanno arrivando da tutte le parti. Penso che in questo momento sia importante che siamo in tanti a metterci la faccia se vogliamo raccogliere quest’onda di entusiasmo e dare vita a un vero processo di cambiamento”.