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Colombiane, la chitarra di Mazzini torna a suonare nelle mani del maestro Josè Scanu

Genova. In occasione delle Celebrazioni Colombiane, la città di Genova potrà ascoltare di nuovo le note della chitarra appartenuta a Giuseppe Mazzini.

Lo strumento, custodito al museo del Risorgimento di Genova, sarà tolta dalla teca e a suonarla, sempre al museo, sarà il maestro Josè Scanu, che ha firmato una convenzione per la valorizzazione del celebre strumento.

Realizzata da Gennaro Fabricatore di Napoli nel 1821, la chitarra è un pezzo unico, soprattutto per il valore simbolico, “è stata la compagna di vita dell’uomo che si è battuto e ha sofferto per tutta la vita per realizzare l’Italia – dice Scanu – Mazzini era un ottimo musicista e usava quella chitarra per tenere concerti di beneficienza quando era esule a Londra, negli anni ’40 dell’Ottocento. In un momento di grande difficolta’ per tutti, non ultima la cultura, ricordare Mazzini, che credeva fortemente nell’Italia, può essere d’aiuto”.

Il primo concerto è in programma sabato prossimo al Museo del Risorgimento. Scanu eseguirà alcuni tra i brani preferiti di Mazzini, di autori come Mauro Giuliani, Nicolò Paganini, Fernando Sor, Luigi Rinaldo Legnani e Matteo Carcassi.

“Ripropongo – ha detto il Maestro – le stesse note che Mazzini interpretava con quella chitarra quando organizzava
‘Accademie musicali’ per raccogliere fondi che poi donava ai figli degli immigrati italiani”.

“Mazzini soffriva per la lontananza forzata da casa – sottolinea Scanu – ma trovava la forza per aiutare chi soffriva piu’ di lui con gli incassi e le donazioni della borghesia. Per me e’ un esempio straordinario”.

Dopo il concerto di sabato realizzato in occasione della celebrazioni colombiane, la chitarra sarà suonata ancora l’11
dicembre per le Giornate Mameliane (in duo con il flautista Marco Moro). In primavera, altro appuntamento con un programma risorgimentale dedicato al bicentenario verdiano.

Donata al Comune di Genova nel 1933 da Josephine Shaen, figlia dell’avvocato inglese William Shaen, amico e biografo di
Mazzini, la chitarra è in perfette condizioni funzionali: “Mazzini era così appassionato che scriveva alla madre di
spedirgli dall’Italia gli spartiti dei suoi autori preferiti, tra cui Paganini” ricorda ancora Scanu.

E Genova potrebbe dare vita a un evento unico, un duetto tra la chitarra di Mazzini e il ‘Cannone’ di Paganini. “Chissa’ – dice Scanu -, devo dirlo al mio amico Marco Trabucco”, il custode del celebre violino.