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Città europee dello sport: Arenzano come Rapallo, ma fare attività sportiva è sempre più difficile

Genova. Regione Liguria e l’associazione Aces Europa e Aces Liguria, che rappresentano la Federazione delle capitali e città europee dello sport, hanno firmato questa mattina un’intesa per collaborare allo sviluppo della cultura e della pratica sportiva.

Il documento prevede, fra l’altro, che la regione Liguria possa candidare ogni anno quattro cittadine con meno di 25 mila abitanti e una città con più di 25 mila abitanti al conferimento degli Award internazionali di capitale, città e comune europeo dello sport.

Proprio in occasione della firma, il Comune di Arenzano si candida per l’anno 2014, mentre Rapallo ha ottenuto il riconoscimento di cittè europea dello sport per il 2013.

“La candidatura riguarda una fascia sotto i 25 mila abitanti, una piccola realtà che però fa tantissimo sport – spiega Marco Bonavia, assessore allo Sport del Comune di Arenzano – Noi abbiamo soprattutto la “Mare e Monti” che per noi è la manifestazione importiva più importante, non riguarda solo uno sport ma l’intero movimento dello sport, lo sport per tutti”.

Le risorse oggi sono molto poche, “ma questo non vuol dire che non possiamo fare sport e movimento – afferma Bonavia – possiamo farlo in forma organizzata, con le società sportive, ma anche in forma spontanea con un movimento popolare e questo è emerso dall’introduzione di stamattina, deve esserci spazio e tempo per poterlo fare”.

Arenzano, come altri Comuni, sta scoprendo che oltre agli sport più tradizionali, come calcio e pallavolo, ci sono tanti altri sport, “che non chiamerei minori – spiega l’assessore – che vengono praticati nella nostra piccola città, tanto che ci sono dei bimbani e dei ragazzi che ne fanno anche più di uno durante la settimana. Per questo abbiamo organizzato per sabato 27 ottobre la prima Giornata dello sport, in cui ogni società sportiva, dal golf al calcio al ciclismo, alla danza, allestiranno uno stand in passeggiata per presentarsi alle famiglie e anche per conoscersi reciprocamete. Quello che non vogliamo che succeda è che uno sport sia rivale dell’altro, ma che il movimento dello sport sia movimento di tutti”.

Nella riviera di levante invece, Rapallo ha superato i test dei 7 ispettori europei giunti nella cittadina rivierasca per valutare le infrastrutture, “ma soprattutto lo spirito di Rapallo, che è a tutti gli effetti una città sportiva, in cui tantissimi cittadini si dedicano allo sport” afferma Giorgio Costa, sindaco di Rapallo.

“Ci siamo candidati nel range tra i 25 e 50 mila abitanti, abbiamo una cinquantina di società sportive dove ci sono sia grandi campioni ma anche tanti amatori – spiega Costa – così Rapallo è diventata città dello sport e il prossimo 7 novembre voleremo a Bruxelles, al Parlamento europeo, per ricevere la bandiera dell’Aces Europe”.

Anche a Rapallo è difficile fare sport, le risorse sono sempre meno e non sempre si riesce a migliorare le infrastrutture e dare dei contributi alle società che operano a livello di volontariato, “noi ci proviamo perchè lo spirito è giusto” dice Costa.

Nonostante Rapallo sia riuscita a ottenere la bandiera di città europea dello sport, non sono mancate in questi mesi le polemiche, “una città con strutture sportive inadeguate a tal punto che è costretta a noleggiare la palestra della casa della gioventù all’amministrazione parrocchiale per quasi 100.000 euro l’anno altrimenti non si potrebbe nemmeno iniziare l’anno sportivo, una città dove le molte società sportive non avranno mai la possibilità di crescere e quelle che osano farlo, devono emigrare altrove – aveva affermato Andrea Carannate del Partito comunista dei lavoratori di Rapallo – Palestre fatiscenti all’interno delle scuole, strutture fuori norma, che denunciammo già dal novembre 2010 con un volantinaggio all’interno del consiglio comunale durante la seduta, e con una raccolta firme, ma da allora nulla è cambiato”.