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Cronaca

Borzoli, abitanti in strada contro i “mega-tir”: “Qui ormai é impossibile vivere”

Genova. Muri esterni delle case danneggiati dai tir in manovra ed aria irrespirabile. E poi, come dicono gli abitanti della zona, “file e file di mezzi pesanti: 300-400 al giorno, con punte che possono arrivare anche a 500”.

Siamo tra Borzoli e Fegino, lungo le strade in cui l’ordinanza comunale 556 del 24 maggio 2012 ha convogliato gran parte del traffico pesante del circondario. Un provvedimento messo a punto dalla precedente amministrazione, che é entrato in vigore da poche settimane.

Qui, presso i giardini Montecucco, gli abitanti si sono dati oggi appuntamento per manifestare e chiedere di ripristinare le vecchie fasce orarie di divieto di transito per i mezzi pesanti.

“Se prima era compromessa, dall’entrata in vigore dell’ordinanza la vivibilità della nostra zona si è ulteriormente aggravata – spiega Mauro Gelaschi, presidente del Circolo culturale Fegino, luogo di aggregazione per eccellenza ed epicentro della protesta.

Sotto accusa, in particolare, i mezzi che a tutte le ore entrano ed escono dal deposito Derrik di via Borzoli: mega tir che trasportano container e che tra queste strade passano a fatica.

Terrazzi e piante annerite dallo smog a testimoniare che le polveri sottili sono ormai inquiline quotidiane di questa zona. Un pericolo per la salute oltre a quello della sicurezza di pedoni e motociclisti, visto che per svoltare nella curva dei giardini i tir non possono fare a meno di finire completamente contro mano, mentre nella curva più a monte i palazzi portano i segni delle strisciate dei mezzi pesanti che, troppo spesso, si trascinano via pezzi di muro e di pali della luce.

“Da quel deposito – continua Gelaschi – abbiamo un transito continuo, inoltre si registra un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria che era già critica per il fatto che di qui passavano già tutti i mezzi diretti alla discarica di Scarpino”.