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Bella per un tempo, la Sampdoria si inchina a Doveri: vince l’Inter 3 a 2

gianni munari

Milano. La Sampdoria ricomincia da San Siro, dallo stadio che l’aveva consacrata come possibile sorpresa dopo la vittoria sul Milan. Poi il brusco risveglio contro il Napoli e una serie di sconfitte che sembra non volersi arrestare. Si riparte da un’Inter che non appariva così forte dall’addio di Mourinho. Ciro Ferrara che dice di non sentirsi sulla graticola conferma Romero in porta, Rossini e Gastaldello centrali, sulla destra va Berardi e a sinistra Costa. In mezzo al campo propone il trio Munari, Tissone, Poli e poi il tridente d’attacco più equilibrato rispetto a quello ipotizzato in partenza, con Estigarribia, Eder e Soriano.

La Sampdoria parte facendo pressing alto, l’Inter attende, amministra e riparte a strappi. La prima occasione targata Inter è all’8′, scambio nello stretto tra Palacio e Milito, tiro e Rossini si immola. All’11’ contropiede dell’Inter ma Palacio calcia a lato. Per vedere un’altra occasione bisogna aspettare il 17′ con un colpo di testa debole di Samuel da calcio piazzato.

Per quanto il tabellino occasioni alla casella blucerchiata rimanga ancora intonso la Sampdoria è viva, e nelle ripartenze crea non pochi grattacapi alla difesa meneghina. Al 20′ da calcio piazzato, i nerazzurri paciugano e Munari trafigge da due passi Handanovic. Sampdoria i vantaggio e per quanto visto è tutt’altro che una sorpresa.

Squadra compatta nei reparti, che chiude gli spazi in mezzo al campo e che accorcia non dando la possibilità a Cassano, Milito e Palacio di effettuare giocate decisive. Per creare pericoli alla Samp, ci vuole un’invenzione di Cassano per accendere Guarin, cross per Pereira, para Romero.

La Sampdoria non rinuncia a contrattaccare, al 34′ bella azione manovrata coordinata da Estigarribia e Eder, palla al limite per Munari che rinuncia al tiro da buona posizione e l’azione sfuma. Passa un minuto e un ottimo cross dalla destra di Berardi non trova nessuno in area.

Al 38′ la Sampdoria rischia a difesa schierata per via di una grande giocata dal limite dell’area sinistro di Palacio. l primo tempo si chiude con la Samp in vantaggio.

I primi minuti del secondo tempo hanno come cifra la sofferenza. La Sampdoria prova a contenere, ma l’Inter trova al pareggio al 7′ minuto nella maniera più dolorosa: fallo di Costa su Milito che l’arbitro considera da ultimo uomo. Rigore ed espulsione. Segna Milito. Davanti alla Samp un tempo di sofferenza per strappare il punto.

Prima del gol ennesimo intervento scomposto di Pereira che costringe Berardi ad abbandonare il campo, entra De Silvestri.

La partita diventa a senso unico: al 61′ grande giocata di Milito che prende la traversa. Passano due minuti e da cross di Zanetti Palacio impatta di testa, ma la palla finisce a lato. L’Inter preme ma per creare pericoli si affida alle giocate dei singoli.

Al 67′ errore gravissimo della Sampdoria che da calcio d’angolo a favore regala una ripartenza a Cassano che serve Palacio e porta l’Inter in vantaggio.

La Sampdoria ha il merito di non disunirsi: al 73′ ci prova da distanza siderale con Eder su punizione. Il 3 a 1 arriva a dieci minuti della fine con Guarin.

Ininfluente ai fini del risultato il gol di Eder che arriva al 94′ giusto per aumentare il rammarico.

La partita finisce 3 a 2. Primo tempo giocato molto bene, poi la frittata presentata da Doveri con una Sampdoria ridotta in dieci, incapace a quel punto di opporre resistenza ai nerazzurri,