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Cronaca

Arenzano, spietatezza e rapidità fulminea: sgominata banda di rapinatori

Arenzano. Destrezza e rapidità fulminea: queste le doti della banda di scassinatori-rapinatori, formata da tre componenti, stroncata dai carabinieri della Compagnia di Arenzano. Giovani albanesi che hanno preso di mira bar e locali per impossessarsi dei soldi dei videopoker, ma che hanno anche agito con crudezza durante una rapina in villa e negli ultimi momenti della loro scorribanda criminale: ieri, infatti, prima di essere acciuffati, hanno travolto un posto di blocco dell’Arma sfrecciando a bordo di un’auto rubata e distruggendo una gazzella.

I malviventi ad Arenzano hanno svaligiato gli uffici della piscina comunale Rari Nantes e messo a segno un colpo fruttato 10 mila euro al bar della stazione ferroviaria. In provincia di Savona hanno colpito il Bar Chicco di Spotorno, lo scorso 29 settembre: in quell’occasione erano fuggiti con 1800 euro. Ai tre sono addebitati, poi, una rapina in un’abitazione di Monticelli d’Ongina (in provincia di Piacenza) e proprio ieri un furto ad una tabaccheria di Masio, nell’Alessandrino.

Altre scorrerie imputabili al terzetto sono ancora al vaglio degli inquirenti. Nel caso della rapina in villa, i tre giovani non hanno esitato a minacciare con un coltello una donna, depredandola di borsa, soldi e telefonino, per poi portarle via l’auto: proprio con questa vettura rubata sono stati protagonisti dell’ultimo episodio, ieri, con il posto di blocco forzato e l’arresto.

Il capitano della Compagnia dei carabinieri di Arenzano, Massimo Pittaluga, ricostruisce le mosse della banda: “Abbiamo individuato gli autori del furto al bar della stazione di Arenzano. Durante l’arresto, ad Alessandria, hanno opposto violenza e resistenza. Li abbiamo bloccati dopo che avevano compiuto l’ennesimo colpo in una tabaccheria alessandrina. Si tratta di tre cittadini albanesi: il più adulto è un trentenne pregiudicato, già noto alle forze di polizia. Gli altri sono due ventenni incensurati”.

“L’attività investigativa – prosegue il capitano – ci ha consentito di attribuire a questi soggetti anche una rapina in villa in provincia di Piacenza ed altri sei furti messi a segno nelle zone di Savona, Genova e appunto Alessandria. Prendevano soprattutto di mira i cambiamonete dei videopoker: andavano nei bar ed asportavano letteralmente il meccanismo cambiasoldi, se non perfino l’intera macchina da gioco”.

“Il tutto con rapidità notevole, agendo in due o tre minuti. Erano veri e propri esperti della velocità. I tre sfondavano le vetrine con grosse mazze per entrare nei locali. Di fatto portavano via questi blocchi e poi, in aperta campagna, in tranquillità, li scassinavano per sottrarre il denaro contante. I danni sono quantificabili anche in 10 mila euro per furto, tra denaro delle macchinette e soldi rubati all’interno dell’esercizio” conclude il capitano Pittaluga.