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Arenzano F.C., intervista al direttore generale Claudio Dentici

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Arenzano. Abbiamo chiesto al direttore generale dell’Arenzano, Claudio Dentici, di tratteggiarci le linee guida su cui la società ha reimpostato il proprio settore giovanile, col preciso intento di riportarlo agli elevati standing del passato, partendo da un’analisi a più ampio respiro.

Direttore, in uno stage internazionale svoltosi nello scorso giugno a Cairo Montenotte, i tecnici del Velez Sarfield, società con uno dei migliori ‘semilleros’ (settori giovanili) d’Argentina, hanno affermato che le tre componenti che ruotano attorno ai ragazzi (famiglia, scuola e società sportiva) devono condividere lo stesso obiettivo. Come mai ciò non accade anche in Italia?”.

“In effetti manca questa unione di intenti e di riflesso il messaggio che viene trasmesso ai giovani non è positivo, inoltre da noi c’è la ricerca esasperata del risultato nel breve periodo e magari da ottenere ad ogni costo. Questo fatto condiziona la programmazione che, in quanto tale, presuppone un lavoro dilazionato nel tempo e quindi inficia la graduale crescita del giovane sotto ogni punto di vista”.

Qual è, in sintesi, la vostra organizzazione delle fasce giovanili?

“Quando nell’aprile scorso mi è stato chiesto di ridare credibilità e qualità al settore giovanile dell’Arenzano, ho accettato la sfida, con la speranza di riuscire a far tornare la nostra società ai livelli del passato, quando già, per oltre un decennio, mi occupavo dello stesso settore. Sono partito dalla ristrutturazione e riorganizzione del comparto ‘giovani’ in tre tronconi: il pre-agonistico, la scuola calcio e l’agonistico. Nella scuola calcio le fasce interessate sono poi inglobate nelle annate che vanno dal 2002 al 2006 (sette squadre in tutto), mentre il settore agonistico comprende le leve dal ‘97 al 2001 (esordienti, giovanissimi ed allievi). In definitiva crescono con noi ben 147 ragazzi, senza contare quelli della juniores che gravitano già nell’orbita della prima squadra”.

Hai dato direttive precise agli allenatori sull’organizzazione dell’attività?

“No, questo lavoro viene svolto dal sig. Ennio Ghersich, che ricopre la carica di responsabile tecnico. E’ lui che coordina gli istruttori, che si radunano periodicamente per gli opportuni aggiornamenti, in un’ottica di uniformità del lavoro. Inoltre lavora con noi il professor Salvatore Longheu, che ha l’importante compito di seguire la coordinazione motoria di tutti a 360°, mentre la scuola calcio ha nel sig. Luigi Calcagno il responsabile tecnico”.

Che tipo di rapporti avete instaurato con i genitori dei piccoli atleti?

“I dirigenti responsabili delle singole squadre sono essenziali per dare credibilità al nostro lavoro. Sono autentiche figure ‘cardine’ anche nell’impostazione di questi rapporti, che vanno mantenuti nella cordialità costante del colloquio, ma nell’autonomia del lavoro dei tecnici incaricati”.

Claudio Nucci

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