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Welfare, patto tra Anci Liguria e sindacati per creare un modello anti-crisi

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Genova. Anci Liguria e Cgil, Cisl, Uil, Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno firmato nei giorni scorsi un protocollo d’intesa con cui prende il via un’attività di collaborazione per ridisegnare il modello di welfare che caratterizza la nostra regione.

Il protocollo nasce dalla consapevolezza del fatto che – a fronte dei costanti tagli alla spesa pubblica che hanno avuto e continueranno ad avere nel prossimo futuro pesanti ripercussioni sulla quantità e sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini, e dei profondi mutamenti demografici che interessano la Liguria – è necessario ripensare il modello di welfare regionale. L’obiettivo è quello di fare della Liguria un potenziale laboratorio in cui sperimentare nuove modalità nell’offerta dei servizi alle persone, ed in particolare a quelle anziane.

Come afferma il Presidente di ANCI Liguria Marta Vincenzi: “è con grande soddisfazione che diamo il via a questa collaborazione con i sindacati; credo sia fondamentale in questo momento unire le forze per garantire servizi sociali efficienti, che siano in grado di rispondere ai bisogni di tutti, ma soprattutto di coloro che vivono una situazione di fragilità. A partire dalla necessità di razionalizzare le risorse economiche così come ci chiede il Governo – prosegue Vincenzi – dobbiamo essere capaci di ridisegnare il nostro sistema di sociale guardando al futuro di una regione che è la più anziana di Italia e che lo sarà sempre di più nei prossimi anni”.

In particolare, il protocollo d’intesa riguarda quattro aspetti:

1. Fondo Integrato per la Non-Autosufficienza: costituzione di un Fondo Integrato per la Non-Autosufficienza – con risorse definite dalla L.R. n° 12 /2006 – destinato alla promozione di servizi residenziali o domiciliari e al supporto alle famiglie che si prendono cura dei propri anziani.

2. Interventi socio-assistenziali: nuovi interventi – finanziati integrando le risorse dei Comuni con quelle dei soggetti che lavorano nell’ambito della cooperazione sociale e del volontariato – volti a migliorare la qualità della vita dei cittadini anziani a partire da tre questioni: la valorizzazione del loro patrimonio immobiliare, la valorizzazione del ruolo delle “badanti” e un approccio nuovo alla prevenzione fondato sul concetto di “invecchiamento attivo”.

3. Tassazione locale e IMU: un percorso di confronto e approfondimento in tema di determinazione delle aliquote delle addizionali, estensione dei patti antievasione e applicazione delle aliquote IMU.

In particolare sull’IMU l’ANCI si impegna a verificare, Comune per Comune, alla luce dell’esito della riscossione della prima rata, i margini per realizzare una riduzione del carico sui contribuenti, dando giusto peso all’incidenza della popolazione anziana all’interno delle famiglie liguri per contrastare le crescenti situazioni di povertà tra i pensionati.
Tra le ipotesi da verificare la riduzione dell’aliquota minima per le abitazioni classificate A4 – A5 e/o in cui risiedano nuclei familiari in condizioni di disagio economico, l’equiparazione della casa di proprietà dell’anziano e/o del disabile ricoverato in modo permanente in struttura a quella principale e detrazioni per disabili e/o anziani non autosufficienti presenti nel nucleo familiare.
4. ISEE: infine, ANCI e sindacati si impegnano ad estendere l’utilizzo dell’ISEE a tutte le prestazioni a compartecipazione di spesa che presentano una significativa relazione con il reddito.

“I contenuti che abbiamo definito insieme – afferma Vincenzi – devono diventare i principi a cui ispirarsi per definire le politiche sociali a livello locale, indipendentemente dai nuovi assetti istituzionali definiti a seguito della spending review”.

ANCI Liguria ha inoltre siglato altri due importanti protocolli d’intesa: il primo, con Assomusica, impegna le parti a portare avanti a livello nazionale e regionale un’attività di sensibilizzazione volta a rilanciare la proposta culturale a livello locale, attraverso un riordino della legislazione e delle modalità di utilizzo di strutture, fondi e risorse umane.
Tra le proposte avanzate l’abolizione della clausola che prevede il pagamento dei diritti d’autore su contributi concessi dagli Enti Pubblici, la messa a disposizione di spazi e strutture di proprietà comunale e di spazi promozionali e l’attuazione di un Piano regolatore sociale della Cultura.

La seconda convenzione è stata invece siglata con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e prevede la concessione in uso gratuito all’Associazione della Sala del Minor Consiglio per gli eventi organizzati da ANCI nello svolgimento della sua attività.