Urbanistica e Porto, le risposte dell'amministrazione al Comitato "Difendi Santa" - Genova 24
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Urbanistica e Porto, le risposte dell’amministrazione al Comitato “Difendi Santa”

santa margherita porto

Santa Margherita. In relazione all’ultimo comunicato stampa emesso dal Comitato “Difendi Santa”, nel quale si relaziona su un incontro occorso con la dott.sa Paola Solari di Regione Liguria, l’amministrazione comunale invita i membri di detto comitato a consultare con maggiore attenzione sia il Piano di Tutela dell’ambiente marino costiero (PTAMC) che il Piano Territoriale di Coordinamento della Costa (PTC).

L’ampliamento di profondità della spiaggia per 20 metri nel settore settentrionale dell’arenile di Santa Margherita, lungi dall’essere improponibile, è stata infatti non introdotta ma recepita dal PUC sulla base di quanto previsto, in prima istanza, dal PTAMC. “In tale tratto – recita proprio quest’ultimo strumento – si può ottenere un’ampia spiaggia mediante l’allungamento del pennello radicato alla diga foranea associato a rinascimento strutturale di materiale adeguato per la stabilità della spiaggia (tale almeno da far avanzare la spiaggia di 20 metri) con l’eliminazione dei pennelli intermedi esistenti”.

Si coglie l’occasione, inoltre, per censurare l’affermazione contenuta nella lettera allegata al Comunicato nel quale si afferma che “due progetti sono stati ammessi dall’ amministrazione De Marchi alla procedura cosiddetta legge Burlando”. Chiediamo al Comitato Difendi Santa di mostrarci l’atto con cui il Sindaco, la Giunta o il Consiglio Comunale avrebbero ammesso i due progetti alla procedura. Crediamo sia molto difficile che possano riuscire in quest’impresa: un atto di questo tipo non esiste, per la semplice ragione che la procedura è stata avviata d’ufficio, così come prescrive la normativa, dal dirigente responsabile del procedimento.

Si ricorda inoltre che la Conferenza dei Servizi, che secondo il Comitato li ha “sonoramente cassati”, ha piuttosto chiesto una relazione esplicativa per dimostrare la loro compatibilità agli strumenti di pianificazione adottati successivamente (proprio il PUC adottato da questa amministrazione e aspramente contestato dal Comitato e la variante di aggiornamento al PTC) con possibilità di eventuale adeguamento.

Sono purtroppo sufficienti queste gravi imprecisioni per portare alla luce i veri scopi del comitato, di natura politico-elettorale, e la sua strategia: strumentalizzare i temi ambientali contro l’amministrazione che, fino a prova contraria, ha azzerato ogni nuova espansione edilizia sul territorio spingendosi ben oltre la linea tracciata dai Piani Regolatori “anti-cemento” del 1974 e del 1995.