Sesto bacino, Della Bianca: "Sul futuro del porto industriale non si può tergiversare" - Genova 24

Sesto bacino, Della Bianca: “Sul futuro del porto industriale non si può tergiversare”

Raffaella Della Bianca

Genova. Il consigliere regionale dei Riformisti Italiani, in data 24 gennaio 2011, presentò un’interpellanza sulla proposta presentata da Confindustria e dall’Autorità Portuale di Genova per la costruzione del sesto bacino nello specchio acqueo dove oggi vi è il porticciolo Duca degli Abruzzi. Tale interpellanza doveva essere discussa martedì 25 settembre in sede consigliare, ma alla fine è saltata.

“Martedì scorso – spiega Della Bianca – avrei dovuto finalmente discutere la mia interpellanza che purtroppo è saltata, nonostante la sua estrema attualità. Dopo tanto tempo è paradossale che ci si trovi ancora a parlare di questa delicata e al contempo importante questione. Ciò dimostra la lentezza da parte delle nostre istituzioni e delle autorità competenti nel prendere delle decisioni nevralgiche per l’economia del nostro territorio. Le conseguenze di questi tentennamenti sono sotto gli occhi di tutti: operatori importanti del settore delle riparazioni navali, come la Mariotti e la San Giorgio, lavorano a pieno ritmo a Marsiglia dove hanno fatto importanti investimenti già da anni. E se da un lato in Francia si produce, dall’altro in Italia si resta fermi”.

Della Bianca si domanda se valga ancora la pena pensare alla realizzazione di una sesta vasca, in relazione ai traffici o all’offerta di lavoro che tale investimento potrebbe garantire al futuro del porto di Genova e a tutta l’economia ligure.

“Per il progetto del sesto bacino – dice Della Bianca – sono previsti 100 milioni di euro. Il presidente dell’authority Luigi Merlo pensa di trovare le risorse, dalla vendita delle quote dell’aeroporto. Ma siamo sicuri che sia questo ciò che serve al nostro porto? Se non si prenderanno in tempi brevissimi delle decisioni in tal senso, resteremo in una preoccupante situazione di stallo”.

“Se quindi, tale investimento non è più strategico per il comparto delle riparazioni navali (al fine di avere ricaduta in termini economici ed occupazionali) – conclude Della Bianca – l’autorità portuale genovese ha il dovere, in tempi brevissimi, di individuare altri segmenti che possano essere determinanti per accrescere la competitività della nostro sistema portuale”.