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Politica

Reddito minimo garantito, solo l’Italia e la Grecia non ce l’hanno: presentata a Genova la legge di iniziativa popolare

Genova. C’è tempo fino al prossimo 8 dicembre per firmare la legge di iniziativa popolare per l’istituzione del reddito minimo garantito in Italia, unico Paese europeo insieme alla Grecia a non aver mai istituito questo tipo di tutela. Se ne è parlato questa mattina a palazzo Tursi in un’affollata conferenza stampa che ha visto la partecipazione, fra gli altri dei parlamentari europei Francesca Balzani e Sergio Cofferati, dell’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi e di parte dell’attuale Giunta comunale, con il sindaco Marco Doria, il vicesindaco Stefano Bernini e l’assessore ai diritti e alla legalità Elena Fiorini.

“La proposta di legge – spiega Piergiorgio Grossi, segretario del movimento federalista a Genova e portavoce del comitato per reddito minimo garantito in Liguria – prevede di stabilire un fondo nazionale a carico della fiscalità generale per dare un reddito a tutti coloro che oggi non usufruiscono di nessuna forma di reddito, quindi il precario che ha perso il lavoro, il cassaintegrato che ha finito la cassaintegrazione e il disoccupato che non trova lavoro”.

“In Italia non esiste nessuna forma che garantisca un reddito nel periodo tra la perdita del lavoro e il nuovo lavoro, quindi si deve garantire questo contributo, che può essere duplice: un aiuto sull’affitto della casa e un contributo finanziario”.

Nella proposta di legge vengono definiti i beneficiari, che dovranno essere concretamente individuati dai Centri per l’impiego: si tratta di tutti coloro che (inoccupati, disoccupati, precariamente occupati) residenti sul territorio nazionale da almeno 24 mesi e iscritti alla liste di collocamento, hanno un reddito inferiore a 8 mila euro l’anno.

E a quanto ammonterebbe il reddito minimo garantito? “Noi abbiamo ipotizzato delle cifre – spiega Grossi – che sono 7.200 euro l’anno, cioè seicento euro mensili, per una persona singola e poi si aumenta a seconda del nucleo famigliare, il contributo verrebbe erogato dall’Inps però con i fondi statali della fiscalità generale”

In una situazione di crisi come quella attuale con solo in Europa 78 milioni di poveri, una legge d’iniziativa popolare per l’istituzione del reddito minimo garantito ha lo scopo di contrastare la precarietà e la marginalità di chi si trova in una posizione di debolezza e ricattabilità attraverso un sostegno economico. Non una semplice misura assistenziale ma un’opportunità, soprattutto per le giovani generazioni, per formarsi e rientrare nel mercato del lavoro: “Se una persona si trova senza reddito e le istituzioni garantiscono un minimo di possibilità, si avrebbe quella serenità che permetterebbe di cercare un nuovo lavoro senza subire ricatti, o nella malavita, o nel lavoro o nella disperazione”.

L’Italia e la Grecia sono gli unici due paesi che non hanno adempiuto alle raccomandazioni dell’Unione europea in materia di reddito minimo garantito: “Guarda caso sono i due Paesi che sono più in crisi – dice Grossi – Paesi che stanno meglio economicamente sono quelli che hanno un welfare più ricco, perchè avere un reddito minimo garantito dà spazio ai consumi, all’economia e a un mercato del lavoro più ordinato, questo aiuta la competitività e la ricchezza del paese”.

Chi volesse firmare può farlo domani pomeriggio in via XX Settembre (vicino all’ex cinema Verdi) durante la festa di Sel A Sestri e nel municipio di Sestri ponente tutti i giorni grazie alla disponibilità del presidente. Proprio Sel, insieme a Rifondazione comunista e ai comunisti italiani è tra i partiti promotori dell’iniziativa a livello nazionale, a cui ha dato la sua adesione anche il Pd genovese.

All’incontro ha partecipato, in quanto potenziale beneficiario di un eventuale reddito minimo, l’operaio Tonino Cancelliere, disoccupato da 10 anni in seguito a un’invalidità che non gli consente però di accedere all’omonima pensione: “E’ uno strumento importante per chi come me ha perso il lavoro. In questi anni ho lavorato in nero, ma ora con la crisi non trovo più nemmeno quello”. Anche Sonila Vati, studentessa di Medicina, albanese ma in Italia da 10 anni, ha sottolineato l’importanza di questo strumento per i giovani, troppo spesso “sottoinquadrati e sottopagati”.

L’ultimo articolo della legge, fra l’altro, prevede proprio una delega al Governo per l’istituzione del salario minimo garantito. A quanto potrebbe ammontare questo salario? “Ovviamente – spiega Marco Furfaro del comitato nazionale reddito minimo garantito – non potrà essere inferiore a 600 euro mensili, cioè deve essere almeno quanto il reddito minimo perché a questo punto, nessuno si troverebbe più costretto ad accettare uno stipendio più basso”.