Rapallo opta per la Città Metropolitana ed è subito polemica: la pratica approda in consiglio comunale - Genova 24
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Rapallo opta per la Città Metropolitana ed è subito polemica: la pratica approda in consiglio comunale

municipio rapallo

Rapallo. Durante la riunione della competente Commissione Consiliare del Comune di Rapallo, svoltasi ieri mattina, è stato approvato a larga maggioranza il testo dell’ordine del giorno che prevede l’adesione alla Città metropolitana.

“Una scelta seria e ponderata – afferma il presidente del consiglio comunale di Rapallo e consigliere regionale Armando Ezio Capurro – a fronte dei tanti voli pindarici espressi, in modo particolare dagli esponenti del Pdl, in queste ultime settimane”.

L’adesione alla Città Metropolitana Genovese è la prima pratica che Capurro ha iscritto all’ordine del giorno del consiglio comunale in programma sabato 29 settembre.

La decisione del Comune di Rapallo è destinata a incidere sulle scelte del Cal (Consiglio delle autonomie Locali) chiamato ad esprimere, nella giornata di domani, il parere circa l’assetto della Città Metropolitana Genovese e il riordino delle Province.

Ma dopo questa decisione è subito scattata la polemica e a sollevarla è il consigliere regionale del Pdl, Roberto Bagnasco. “Genova non è una Città Metropolitana. Una scelta di vent’anni fa che si realizza oggi e che non solo si rivelerà inutile, ma che purtroppo rischia di creare danni incalcolabili per i prossimi decenni – dichiara – La scelta per il Levante non è come qualcuno vorrebbe far credere fra Genova e La Spezia, ma tra mantenere la propria autonomia ed entrare in una logica suburbana. E’ falso che sia una scelta obbligata”.

Secondo Bagnasco, pur non nascondendo le difficoltà di un percorso diverso l’unità del Levante potrebbe portare a soluzioni molto più convenienti per il territorio.

“Particolarmente grave la risoluzione in extremis del sindaco di Rapallo, l’ultimo treno per Giorgio Costa che porta purtroppo su un binario morto. Una soluzione che isola Rapallo, città più grande del Tigullio privandola del ruolo di guida che dovrebbe esserle congeniale – prosegue – Il dispositivo dell’ordine del giorno della giunta di Rapallo di adesione alla città metropolitana non può nascondere gravi dubbi e perplessità. Dubbi e perplessità che avrebbero dovuto consigliare ad una amministrazione accorta un equilibrio diverso ed una attenzione maggiore, non solamente ad una minoranza che rappresenta il quarantotto per cento dell’elettorato, ma anche alla stragrande maggioranza delle istanze che provengono da un territorio di cui Rapallo è parte integrante”.

La rivendicazione di autonomia del sindaco Costa, secondo l’esponente del Pdl, si traduce concretamente in isolamento dal territorio circostante.

“Una adesione aprioristica ed incondizionata ad una nuova realtà amministrativa, quella della città metropolitana – conclude – Il prezzo della rivendicata ed enfatizzata autonomia del sindaco: la perdita di autonomia della città”.