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Pdl, i savonesi contro Scandroglio. Vaccarezza: “Fa più grigliate che riunioni”

Si prepara uno scontro interno senza esclusione di colpi nel Pdl ligure. La pattuglia savonese affila le armi per decapitare il coordinamento regionale, insofferente per le tante decisioni calate dall’alto senza una vero e proprio confronto e, in questo senso, la frangia scajolana ha rinsaldato la propria dichiarazione di fedeltà all’ex ministro per rilanciarne la leadership.

Angelo Vaccarezza presenterà un documento al vetriolo in sede di coordinamento provinciale. “I pareri di savonesi, imperiesi e spezzini sono concordi nel chiedere le dimissioni del coordinatore regionale Michele Scandroglio. E’ riuscito a fare una sola riunione in un anno e otto mesi, mentre sono state organizzate due feste azzurre… Fa più grigliate che incontri politici. Andrò in quelle occasioni quando sono sicuro che porta la chitarra e cantiamo Battisti in spiaggia. Aspettiamo solo che accenda un falò” è la sferzata del titolare di Palazzo Nervi.

“La situazione è delicata, urge un cambiamento. Nel Lazio stanno correndo ai ripari. Nel partito le ‘leggere’ sono troppe e non intendo essere confuso con questi signori – aggiunge Vaccarezza – Ho chiesto la convocazione del coordinamento provinciale e lì relazionerò sullo stato del partito. Io riconosco solo il coordinamento provinciale e i regolarmente eletti, non gli ‘amici degli amici'”.

Per il consigliere regionale Roberto Bagnasco, sempre del Popolo della Libertà, “in questo caso Vaccarezza sbaglia perché il discorso nel partito è sempre aperto. Si sa che quando la nave è in difficoltà molti scappano: sono episodi che demoralizzano. Come demoralizzano le notizie che arrivano dal Lazio. Allo stesso tempo i termini di tipo assoluto si commentano da soli. Ho grande stima per Vaccarezza e per la sua esperienza di amministratore, a partire dalla sua attività a Loano, e condivido l’espressione ‘le giacche da leader non si comprano in sartoria’, però in questa situazione sbaglia nei modi e nei contenuti”.

Matteo Debenedetti, esponente vadese del Pdl, si fa portavoce del malcontento che si diffonde nel centrodestra savonese nei confronti del vertice regionale del partito berlusconiano. Il consigliere di Vado chiede le dimissioni del coordinatore Michele Scandroglio in modo diretto.

“Come consigliere comunale eletto del Pdl e commissario cittadino di Savona chiedo le dimissioni immediate del coordinatore regionale, onorevole Michele Scandroglio” è l’intervento a gamba tesa di Debenedetti.

Già nel 2010 Debenedetti aveva puntato il dito contro il coordinamento regionale, invocando l’attenzione dell’onorevole Claudio Scajola, evidenziando “la scarsa considerazione dal parte di Scandroglio nei confronti delle persone che, come il sottoscritto, tanto hanno dato sia sotto il profilo materiale sia di impegno personale per la crescita del Pdl e per le vittorie politiche ottenute in provincia di Savona”.

Ora torna la richiesta di dimissioni, in un momento particolare del Popolo della Libertà: sarebbe infatti avvenuto un tentativo di sostituzione di 17 membri del consiglio regionale, quelli contrari alla linea Scandroglio, naufragato per la contrarietà di Roma.

“E’ vergognoso questo atteggiamento – commenta Debenedetti – soprattutto perché va contro i coordinamenti provinciali che sono stati democraticamente eletti. Sicuramente non è il modello di comportamento e di partito che vorrebbe il nostro segretario politico Angelino Alfano”.

Qualche giorno fa era stato il vicepresidente del consiglio regionale della Liguria, Luigi Morgillo, a chiedere ad Alfano un intervento per “far uscire dal baratro il partito finora guidato dal coordinatore Michele Scandroglio”.

“Mi auguro che presto i veri e soprattutto credibili vertici locali del mio partito quali l’onorevole Scajola in primis, il senatore Orsi, il presidente Vaccarezza ed il coordinatore provinciale Valle convochino una riunione con gli eletti per poter affrontare al meglio la prossima tornata elettorale, cercando di riportare gli elettori a credere nel voto e nel centrodestra” conclude Debenedetti.