Ora di religione, Vis Studentesca Ligure al ministro: “La scuola non si migliora con assurde affermazioni” - Genova 24
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Ora di religione, Vis Studentesca Ligure al ministro: “La scuola non si migliora con assurde affermazioni”

crocifisso scuola

Liguria. “Sono rimasto completamente allibito per l’intervento del ministro Profumo in merito all’ora di religione insegnata a scuola. Non credo che sia questa la priorità della scuola italiana: probabilmente il Ministro non insegna presso le scuole, altrimenti saprebbe che l’ora di religione non è una lezione di catechismo, ma che di fatto già si insegnano anche le altre religioni con una maggiore attenzione alla nostra: ad esempio ricordo ancora che quando frequentavo il liceo ero stato portato in gita alla sinagoga di Genova”. A parlare è Marco Ghisolfo, presidente nazionale e ligure Vis Studentesca.

“Nel 1984 c’è stata la revisione del Concordato tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica e d’allora l’ora di religione è persino divenuta facoltativa. Questa proposta, che ritengono provocatoria e non consona al momento già difficile in cui si trova il nostro Paese, è solo l’ultima di quelle azioni che una piccola minoranza vuole portare avanti per negare completamente quei valori e quelle radici cristiane che hanno fondato la cultura dell’Europa e dell’Occidente: per far capire quanto la loro importanza sia tale, quella che oggi noi chiamiamo “Europa” una volta era chiamata “Cristianità””.

“Si vuole a tutti i costi far prevalere questo modello di multiculturalismo che ha già dimostrato il suo fallimento in altre realtà. Bisogna essere accoglienti, nel rispetto delle regole, ma ciò non a discapito della nostra cultura e delle nostre tradizioni – conclude Ghisolfo – Sarebbe il caso che il Ministro Profumo si occupasse di cose ben più serie: la scuola italiana si migliora non con queste assurde affermazioni, ma con edifici a norma, attrezzature moderne e una classe docente preparata. Ora invece abbiamo edifici che per lo più crollano, attrezzature del Paleolitico e una maggioranza di docenti che fanno venire voglia di essere analfabeti”.

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