Lavoro, i mestieri che i giovani non vogliono più fare: ecco le professioni a rischio estinzione - Genova 24

Lavoro, i mestieri che i giovani non vogliono più fare: ecco le professioni a rischio estinzione

cappello cuoco

Un giovane su tre in Italia è disoccupato e i dati sugli effetti della crisi sono mese dopo mese sempre più preoccupanti. Nonostante quasi il 32% dei giovani sia alla ricerca di un’occupazione, in Italia ci sono diverse professioni che sono a rischio estinzione.

Paradossalmente, si tratta di quelle professioni che hanno a che fare con prodotti che negli anni hanno fatto grande il made in Italy, rendendo la tradizione e il “saper fare” italiano invidiati in tutto il mondo.

Da uno studio di Confartigianato, elaborato dai dati del Rapporto 2010 Excelsior-Unioncamere, risulta che a fronte di circa 550mila nuove assunzioni previste in svariati settori, le aziende hanno difficoltà a coprire oltre 147mila posti, pari al 26,7% del totale.

Figure professionali che sembrerebbe, almeno dai numeri, nonostante la crisi economia e l’aumento della disoccupazione nessuno vuole ritagliarsi addosso o per le quali non vi è una corretta formazione e informazione.

Ma quali sono i mestieri a rischio estinzione? All’appello delle aziende mancano soprattutto installatori di infissi, panettieri, pasticceri, sarti ma anche falegnami e cuochi.

“L’Italia – spiega Giovanni D’Agata dello Sportello dei Diritti – rischia di diventare da terra esportatrice di mobili d’alto artigianato a paese senza grandi falegnami, paese della grande cucina, senza cuochi, o della moda senza sarti e quindi con il rischio di far sparire lentamente, ma inesorabilmente prodotti tipici che tutto il mondo c’invidia”.

Nel dettaglio, per quanto riguarda gli installatori di infissi: su circa 1.500 nuove richieste d’assunzione le aziende non ne riescono a reperire una percentuale pari all’83%, mentre per quanto riguarda i panettieri artigianali risulta difficile coprire il 39,4% dei 1.040 nuovi posti disponibili anche perché è un lavoro sempre faticoso specialmente per gli orari notturni, nonostante l’evoluzione delle tecnologie di panificazione.

Latitano il 21,9% dei 1.960 sarti e tagliatori artigianali richiesti dalle aziende.

Sulla scia dei dati forniti da Confartigianato, lo “Sportello dei Diritti”, per tali ragioni sostiene la necessità di una “Campagna nazionale di recupero dei mestieri tradizionali e dei lavori dimenticati” che avvicini i giovani alla professionalità già in età scolare.

E’dimostrato che un’alta percentuale di ragazzi si dedica o ambisce a lavori altrettanto faticosi rispetto a quelli artigianali ma spesso meno retribuiti.