Lames e crisi della metalmeccanica: nel Tigullio in ginocchio anche edilizia, ardesia e legno - Genova 24
Economia

Lames e crisi della metalmeccanica: nel Tigullio in ginocchio anche edilizia, ardesia e legno

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Tigullio. La manifestazione di oggi, che ha visto circa 300 lavoratori della Lames scendere in piazza e dare vita a un corteo dopo le assemblee in fabbrica, dimostra quanto la metalmeccanica sia in crisi. Sindacati e operai, infatti, sono preoccupati per il futuro, visti gli annunci poco incoraggianti dell’azienda, che parla di cassa integrazione straordinaria per 85 lavoratori e la mobilità volontaria legata a 36 esuberi, tra amministrativi e operai.

Inoltre, sembra anche in discussione la permanenza dell’attività produttiva in Italia, visti i ritardi nel trasferimento a Cicagna. Nel frattempo, però, il sindaco di Chiavari Roberto Levaggi ha incontrato i lavoratori in sciopero e ha dato garanzie circa il loro futuro occupazionale: il progetto di intervento edilizio proposto dalla proprietà si farà.

Domani in Comune saranno ricevute le organizzazioni sindacali e mercoledì dovrebbe essere firmato l’accordo di programma alla presenza dell’assessore regionale Renzo Guccinelli. Fino ad allora, però, le preoccupazioni rimangono.

E se questa è la situazione della Lames, anche in Fincantieri iniziano a salire i dubbi perché non si sa più nulla delle ultime quattro Fremm che si sarebbero dovute costruire nel cantiere di Riva Trigoso. Dalla fine del prossimo anno, quindi, se non arriveranno nuovo commesse i rischi saranno di nuovo tanti per tutti gli 800 lavoratori.

Passando dalla metalmeccanica ad altri settori, però, la situazione è tutt’altro che rosea. Anche l’edilizia, il legno e l’ardesia, infatti, sono in ginocchio. “Stiamo vivendo un momento di crisi profonda in tutti i settori – spiega Paolo Garibotto, responsabile Fillea Cgil Tigullio – per quanto riguarda l’edilizia, i lavori che provengono da enti pubblici sono fermi per via del patto di stabilità e tutti i giorni assistiamo a nuovi licenziamenti, cassa integrazione ordinaria e in deroga e purtroppo abbiamo toccato la punta massima di disoccupazione”. La stessa cosa vale anche per l’edilizia privata.

Attualmente il settore forse più in ginocchio è quello del legno ed è probabile che quest’anno nessuna azienda del Tigullio porti una sua barca al Salone Nautico di Genova. “Da Sestri Levante a Santa Margherita non esiste più nessun cantiere che produce yacht e maxi yacht – prosegue Garibotto – Tutto ciò significa che sul territorio sono stati lasciati a casa circa un centinaio di lavoratori che essendo altamente qualificati hanno molte difficoltà ad essere ricollocati, visto che non c’è domanda in questi settori”. Una problematica che non riguarda solo le realtà più grandi, ma anche i piccoli falegnami, ormai soppiantati dalla grande distribuzione.

Infine, non bisogna dimenticare la nota dolente dell’ardesia, produzione tipica della Val Fontanabuona. “Ormai non esiste quasi più nulla – conclude Garibotto – i lavoratori impiegati in questo settore sono un centinaio, ma nel 2000 erano circa quattrocento. Quasi tutte le grandi aziende hanno chiuso i battenti e ormai rimangono solo i piccoli produttori”.

Il Tigullio è in piena crisi, quindi. Attività storiche e marchi prestigiosi chiudono i battenti ogni giorno e il rischio è davvero quello che tutto il territorio finisca in ginocchio.