Genova, Silp: “Il comparto sicurezza è in ginocchio e la Questura riorganizza il pronto intervento '113' senza risorse” - Genova 24
Cronaca

Genova, Silp: “Il comparto sicurezza è in ginocchio e la Questura riorganizza il pronto intervento ‘113’ senza risorse”

Roberto Traverso, segretario Silp Cgil

Genova. E’ un momento delicatissimo per il Comparto Sicurezza. “Per le scelte di un Governo che continua a far cassa su un settore così delicato per gli equilibri sociali del Paese – spiega Roberto Traverso, segretario provinciale del Sil Cgil – Un Comparto Sicurezza che scenderà in piazza il prossimo 3 ottobre a Roma contro le modifiche previdenziali volute dal Ministro Fornero che restituiranno ai cittadini poliziotti che dovranno lavorare oltre i 65 anni. E a Genova continua l’azione filogovernativa di una Questura che si riorganizza consultando Wikipedia e lo Zingarelli, senza tener conto della durissima realtà con la quale chi lavora convive quotidianamente”.

Secondo Traverso, evidentemente le conseguenze della spending rewiev non sfiorano l’amminstrazione locale “che vuole dimostrare a tutti i costi che non è vero che la Polizia di Stato a Genova ha bisogno di risorse (per la gioia del Ministro Cancellieri), mentre sul territorio l’attività di prevenzione latita (per gli addetti ai lavori intendiamo anche l’attività atipica di Polizia Giudiziaria). Adesso tocca al Pronto Intervento del 113 dell’UPG e SP. Obbiettivo (più che condivisibile): più volanti sul territorio. Ma a che prezzo? E con quali strumenti?. Sintetizzando: ‘Le solite nozze fatte con fichi secchi’”.

Ecco i dati forniti dal Silp: un parco auto al collasso: poco più di 10 vetture che hanno ampiamente superato i 100 mila chilometri: questo significa che qualora si riuscisse a mettere 5 volanti a turno e considerando che i turni giornalieri da coprire sono 4 è ovvio che le stesse macchine restano in moto praticamente 24 ore su 24.

Ora si passa al personale a disposizione: “Per riuscire a far salire da 4 a 6 volanti sul territorio occorrono 20 operatori in più: da dove pensa di pescare il Dirigente dell’Upg il personale (sotto la super visione del Questore)? – prosegue Traverso – Invece di migliorare l’organizzazione di servizi onerosi e dispendiosi, come per esempio il doppione squadra tifoserie (DIGOS – Ufficio di Gabinetto) che in occasione di ogni partita di calcio sono presenti allo stadio, si raschia il fondo dei soliti barili (ultra 50enni ipertesi, dipendenti che da più di 20 anni lavorano sui turni h24) mentre i pochi giovani ancora motivati vengono utilizzati per alzare la sbarra della porta carraia della Questura o per fare i portinai nei palazzi non demaniali che la “spending rewiev” dovrebbe ottimizzare”.

Ma i problemi non finiscono. “Altra ‘strategia’ poco lungimirante messa in atto per riuscire a raggiungere l’obbiettivo è quella di stringere la cinghia sui diritti, riposi settimanali negati, ferie negate, donazioni sangue negati. Ecco il vero risultato che Il SILP CGIL porterà a conoscenza del Dipartimento della Pubblica sicurezza: Le domande di trasferimento in uscita dal Pronto Intervento 113 e UPG della Questura presentate dal 2011 ad oggi sono salite da 80 a 90 nell’arco di pochi giorni e sono destinate ad aumentare”.

“I cittadini e le istituzioni locali devono sapere in quali condizioni di demotivazione lavorano gli operatori del Pronto intervento della Questura di Genova (dalle Volanti a chi riceve le denunce a chi risponde al 113) in un momento così delicato per gli equilibri sociali ed economici della nostra città – conclude il segretario del Silp – Per questo ci aspettiamo una presa di coscienza importante della politica locale affinché affronti questo fenomeno con attenzione per evitare che la demotivazione della nostra categoria non ricada negativamente sulla sicurezza di Genova”.