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Genova, il futuro della Gronda sarà deciso dalla conferenza dei servizi

Genova. Il futuro della Gronda è in mano alla conferenza dei servizi: lo ha deciso Consiglio Comunale di Genova. Al termine di una seduta tesa, nel corso della quale la maggioranza è apparsa spaccata e la Lista Doria si è detta contraria all’opera, il Consiglio Comunale con 22 voti a favore e 18 contrari ha impegnato il Comune a “essere disponibile fin d’ora all’apertura della Conferenza dei Servizi sulla Gronda, se convocata dal Ministero delle Infrastrutture”.

L’ordine del giorno approvato chiede “un approfondimento” sull’utilità dell’opera. Ma per il Pd l’approfondimento servirà “a fare meglio l’opera”, per la Lista Doria a capire “l’inutilità dell’opera”. Due posizioni che sembrano inconciliabili. Bocciata con 26 no, 10 sì, 3 astenuti (Idv) e 1 presente non votante, la mozione del Pdl che, per mettere in difficoltà il sindaco Doria, ha messo a confronto la nuova giunta di centrosinistra con quella vecchia, chiedendo al Consiglio Comunale di “confermare l’impegno a realizzare la Gronda come deciso tre anni fa dalla giunta Vincenzi”.

Il sostegno del Consiglio Comunale alla Gronda è messo in bilico dalla stessa Lista Doria, che con 6 consiglieri, attraverso le parole del suo capogruppo Enrico Pignone, ha ribadito di “essere contraria all’opera” chiedendo “un approfondimento”. Il centrosinistra non è riuscito a presentare un documento unitario, come avrebbe voluto.

L’ordine del giorno approvato è firmato solo da Pd, Idv e Lista Doria, assenti Sel e FdS. Nel voto, tuttavia, il centrodestra non è comunque riuscito a mettere la maggioranza in difficoltà. La Gronda è contestata da comitati di cittadini, ambientalisti, MoVimento 5 Stelle, una parte di Sel e Prc. Pochi i contestatori oggi in sala rossa: alcune decine che non sono riusciti a riempire gli spalti.