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Frana alle Cinque Terre, geologo: “80% della zona a rischio, ma la manutenzione é insufficiente”

Liguria. Quattro feriti ed una strage sfiorata. Il tragico episodio di questa mattina sulla famosa Via dell’Amore tra Riomaggiore a Manarola, nelle Cinque Terre, in seguito a cui una frana ha travolto quattro turisti australiani, suscita pressanti interrogativi.

“Non vorremmo – ha detto l’assessore regionale al Turismo, Angelo Berlangieri – che questo evento facesse passare un’immagine sbagliata. Parliamo di un territorio assolutamente sicuro, lo è sempre stato e continua ad esserlo”. I dubbi, al di là delle dichiarazioni, rimangono però tutti.

A provocare l’incidente il distacco di un costone di roccia sovrastante la struttura dove stavano passando alcune persone. Inutili le protezioni, perché – ha riferito il direttore del Parco delle Cinque Terre Patrizio Scarpellini – “la roccia si é staccata da qualche parte in alto sulla parete ed é rimbalzata in alto prima di cadere sul sentiero”.

Tutto questo in assenza di pioggia e quindi in condizioni climatiche considerate verosimilmente non idonee a causare simili distacchi. Cosa succederà con l’arrivo del cattivo tempo, non é dato sapere. Ma certo l’immediato futuro preoccupa e non poco.

Intanto arrivano le prime spiegazioni scientifiche a chiarire il tragico incidente. Secondo Carlo Malgarotto, appartenente all’Ordine dei geologi della Liguria, l’80% del territorio compreso tra Riomaggiore e Manarola é a rischio frane. Un dato che certo tiene conto della particolare conformazione del territorio.

Ma – conclude Malgarotto – “la frana é legata ad una manutenzione insufficiente, anche se nella media nazionale. Può aver influito anche il cambio di stagione, con la variazione di temperatura, che indebolisce la “tenuta” dei massi”.