Fincantieri: Sestri attende il ribaltamento a mare, Riva trema per le “Fremm” - Genova 24
Economia

Fincantieri: Sestri attende il ribaltamento a mare, Riva trema per le “Fremm”

Blocco Fincantieri 29 giugno

Genova. I primi 50 milioni di euro per il ribaltamento a mare di Sestri Ponente sarebbero già disponibili. Questo è quanto emerso durante un incontro di ieri a Roma, a cui ha preso parte l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Genova, Francesco Oddone. La notizia è stata accolta positivamente dai sindacati, ma le preoccupazioni non finiscono.

“Attendiamo l’ufficializzazione della notizia e se i soldi saranno davvero a disposizione entro breve non potremmo che essere contenti, visto che era quello che chiedevamo e che serve per ridisegnare il cantiere. Come ha detto il presidente dell’Autorità Portuale, però, sia già in forte ritardo – dichiara Bruno Manganaro, Fiom Cgil – è ovvio, inoltre, che questo non potrà risolvere tutti i problemi. Tra poco, infatti, inizierà la lavorazione della chiatta, che darà lavoro a metà cantiere fino a giugno dell’anno prossimo, ma poi non ci sono altre commesse in vista”.

Per Manganaro, quindi, servono subito altri progetti da realizzare. “Non si può pensare che il ribaltamento, seppure fondamentale, possa essere la risoluzione a tutti i nostri problemi – spiega – c’è un ritardo spaventoso da parte del Governo, che non pensa agli investimenti e alle azioni da mettere in atto per il rilancio del settore”.

Insomma, la criticità sono tutt’altro che scongiurate, come accade anche nel cantiere di Riva Trigoso. “Il settore militare è meno colpito – spiega Sergio Ghio, responsabile Fiom Cgil Tigullio – a Riva, su un totale di 810 lavoratori, in cassa integrazione ce ne sono circa una quarantina, ma ora incominciamo ad essere nuovamente preoccupati per il futuro, soprattutto per quanto riguarda il comparto della meccanica, che occupa circa 250 dipendenti”.

Anche per quanto riguarda la nautica militare, però, la situazione non è rosea. “Nella prossima primavera si inizierà la costruzione della sesta Fremm, ma poi non c’è più nulla all’orizzonte – spiega ancora Ghio – non sappiamo ancora che fine definitiva abbiamo fatto le altre quattro Fremm che avremmo dovuto produrre. Nell’immediato, non ci sono grossi problemi, ma se non si fa qualcosa subito arriveranno tutti insieme alla fine del prossimo anno”.

Il sindacalista della Fiom spiega che la burocrazia sulle commesse militari è molto complessa e lunga. “Nelle prossime settimane dovremo subito attivarci per avere chiarezza, risposte e chiedere l’apertura di un tavolo – conclude Ghio – dobbiamo pensare fin da ora a cosa succederà alla fine del 2013, altrimenti sarà troppo tardi”.